OPA di Poste su TIM, arriva il via libera della Banca d’Italia: l’autorizzazione su TIMFin è un passaggio decisivo
L’operazione entra nella fase finale dell’iter autorizzativo. Dopo il nulla osta di Bankitalia, la Consob dovrà approvare il documento d’offerta entro dieci giorni. Slitta invece l’atteso Strategy Update di Poste.

L’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) lanciata da Poste Italiane su TIM compie un passo fondamentale. La Banca d’Italia ha infatti autorizzato l’acquisizione indiretta di una partecipazione qualificata in TIMFin S.p.A., società finanziaria controllata da TIM. Si tratta di uno dei principali via libera regolamentari necessari affinché l’operazione possa proseguire verso l’apertura del periodo di adesione all’offerta.
La decisione non riguarda direttamente l’acquisizione di TIM nel suo complesso, bensì le conseguenze dell’eventuale successo dell’OPAS. Se l’offerta andrà a buon fine, Poste diventerà infatti indirettamente titolare, attraverso TIM, di una partecipazione qualificata in TIMFin, società vigilata ai sensi del Testo Unico Bancario. Per questo motivo era necessario il preventivo assenso di Bankitalia, previsto dagli articoli 19 e 22 del D.Lgs. n. 385/1993.
Perché TIMFin è così importante
TIMFin è la società attraverso cui il gruppo TIM sviluppa le proprie attività nei servizi finanziari e nel credito al consumo, in particolare nell’offerta di finanziamenti per l’acquisto di smartphone, dispositivi elettronici e servizi di telecomunicazione. Pur rappresentando una quota limitata del business complessivo del gruppo, la sua natura di intermediario finanziario sottoposto alla vigilanza della Banca d’Italia rende obbligatorio il controllo preventivo sull’ingresso di un nuovo soggetto controllante.
L’autorizzazione concessa da Bankitalia certifica quindi che, sotto il profilo prudenziale e regolamentare, non esistono ostacoli affinché Poste possa assumere indirettamente il controllo della partecipazione qualificata detenuta in TIMFin, qualora l’OPAS abbia successo.
Ora la parola passa alla Consob
Ottenuto il via libera della Banca d’Italia, Poste ha comunicato formalmente l’autorizzazione alla Consob. Da questo momento decorrono i termini previsti dall’articolo 102 del Testo Unico della Finanza: l’autorità di vigilanza dovrà approvare il documento d’offerta entro dieci giorni, consentendo così la pubblicazione del prospetto informativo e l’avvio del periodo di adesione degli azionisti TIM.
L’approvazione del documento rappresenta uno degli ultimi passaggi procedurali prima che il mercato possa esprimersi concretamente sull’offerta.
Cambia il calendario di Poste
L’evoluzione dell’operazione ha avuto effetti anche sulla comunicazione finanziaria del gruppo guidato da Matteo Del Fante.
Poste ha infatti annunciato che il previsto Strategy Update del 24 luglio 2026, inizialmente destinato a illustrare le prospettive industriali del gruppo, sarà rinviato. In quella data verranno presentati esclusivamente i risultati consolidati del secondo trimestre e del primo semestre 2026, mentre l’aggiornamento strategico sarà comunicato successivamente, quando l’iter dell’offerta sarà più avanzato. La decisione riflette l’imminente apertura del periodo di adesione e l’esigenza di evitare sovrapposizioni tra la comunicazione strategica e l’operazione straordinaria in corso.
Un’operazione che punta a ridisegnare il mercato
L’OPAS annunciata da Poste lo scorso marzo rappresenta una delle più importanti operazioni di consolidamento degli ultimi anni nel panorama italiano delle telecomunicazioni e dei servizi digitali. L’offerta, di natura volontaria e totalitaria, prevede una combinazione di denaro e azioni Poste Italiane ed è finalizzata all’acquisizione del controllo di TIM.
Secondo il management di Poste, l’operazione consentirebbe di creare un gruppo con competenze complementari nelle telecomunicazioni, nei pagamenti digitali, nei servizi finanziari, nel cloud e nelle infrastrutture digitali. L’obiettivo dichiarato è sviluppare un ecosistema integrato capace di generare sinergie commerciali e operative, facendo leva sulla capillarità della rete di Poste e sulla base clienti di TIM.
I prossimi passaggi
Con il nulla osta della Banca d’Italia, il dossier entra ora nella fase conclusiva dell’iter autorizzativo. Se la Consob approverà nei tempi previsti il documento d’offerta, gli azionisti di TIM potranno valutare formalmente la proposta di Poste durante il periodo di adesione.
L’autorizzazione su TIMFin, pur riguardando una società controllata e non il cuore dell’attività di TIM, assume quindi un valore strategico: elimina uno dei principali vincoli regolamentari dell’operazione e avvicina Poste Italiane all’obiettivo di realizzare una delle più significative acquisizioni del mercato italiano degli ultimi anni.





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