Banche italiane, il 75% supera l’esame di affidabilità
L’analisi, condotta da Altroconsumo Finanza, ha valutato 291 istituti. Pochi i casi problematici, ma per quelli i risparmiatori potrebbero essere chiamati a pagare di tasca propria
Le banche italiane sono, nel 75% dei casi, affidabili, in grado cioè di fronteggiare eventuali difficoltà nel recuperare i prestiti concessi. Ad affermarlo è Altroconsumo Finanza, che ha analizzato l’affidabilità di 291 banche (con almeno dieci sportelli), in base a due indicatori di solidità utilizzati anche dalla Bce: il common equity tier 1 (ovvero il rapporto tra Cet 1, che è rappresentato principalmente dal capitale ordinario versato, e le attività, ponderate per il rischio) e il total capital ratio (il rapporto tra il patrimonio di base della banca e le sue attività, ponderate in base al rischio).
In base ai risultati, sono stati attribuiti alle banche punteggi variabili tra un massimo di cinque stelle (per le banche più affidabili) e un minimo di una stella.
“Il sistema bancario italiano appare molto solido: oltre il 75% delle banche analizzate ottengono un giudizio più che lusinghiero, almeno tre stelle. Nel gruppo delle banche con rating una stella, quasi tutte hanno i requisiti minimi per far fronte ai propri obblighi e pochissimi sono i casi problematici”, conclude Altroconsumo.
Casi che, comunque, non vanno sottovalutati, perché per quelli “i risparmiatori potrebbero essere chiamati a pagare di tasca propria”.
“Nonostante il sistema bancario sia nel complesso sicuro, in questo momento il mercato non valuta correttamente il mutato profilo rischio-rendimento delle obbligazioni bancarie, remunerando troppo poco i risparmiatori che le detengono. La miglior cosa da fare è vendere le obbligazioni bancarie in portafoglio”, sottolinea Vincenzo Somma, direttore di Altroconsumo Finanza.
Nessuna banca è immune al 100% da rischio, ricorda l’associazione. “Per tutelarsi occorre sempre seguire alcune regole di base: non superare i 100 mila euro per depositante sul conto corrente, non acquistare azioni bancarie non quotate e vendere le obbligazioni bancarie”.
Meno di 30 gli istituti promossi con il punteggio pieno.






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