Fiduciose le imprese, ma tra i consumatori cresce il pessimismo

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L’indice del clima di fiducia dei consumatori è calato in febbraio a 114,5 da 116,8 di gennaio. Migliora invece la fiducia delle imprese, con il relativo indice passato da 101,4 a 103,1


Cresce il pessimimo tra i sicuratori, stando all’uìltima rilevzione del clima di fiducia: il relarivo indice è, pur restanto su livelli elevati, è passato dai 116 ,18 punti segnati a gennaio agli attuali 114,5.

Per i consumatori sono in calo le stime di tutte le componenti; la fessione è più sensibile per le componenti economica (a 141,8 da 152,4) e futura (a 120,5 da 127,1) e più contenuta per le componenti personale (a 105,8 da 107,6) e corrente (a 110,7 da 113,5).

Peggiorano significativamente i saldi dei giudizi e delle attese sull’attuale situazione economica del Paese (a -37 da -26 e a 4 da 23, rispettivamente), come pure quelli dei giudizi sui prezzi nei passati 12 mesi (a -26 da -25) e delle attese future sui prezzi (-20 da -13). Aumentano le attese di disoccupazione (a 12 da 1).

Riguardo le imprese, l’indice è sceso da 101,4 a193,2; il clima di fiducia mostra un calo contenuto nella manifattura (a 102,0 da 103,0), un andamento stabile nei servizi di mercato (a 106,6) e un miglioramento nelle costruzioni (a 119,3 da 114,6) e nel commercio al dettaglio (a 106,5 da 102,0).

Nelle imprese manifatturiere peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione (a -14 da -13 e a 9 da 11, rispettivamente), mentre i giudizi sulle scorte passano a 3 da 4. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione sia le attese sull’occupazione (a -35 da -39 e a -7 da -10, rispettivamente).

Nei servizi aumentano sia i giudizi sia le attese sugli ordini (a 7 da 6 e a 7 da 4, rispettivamente) mentre peggiorano le attese sull’andamento dell’economia italiana (a 5 da 8). Nel commercio al dettaglio recupera il saldo dei giudizi sulle vendite correnti (a 13 da -1), diminuisce quello relativo alle attese sulle vendite future (a 18 da 25); in decumulo sono giudicate le scorte di magazzino (a 4 da 11).