Industria, frena la produzione in maggio

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Secondo l’Istat è calata dello 0,6% sia rispetto al mese precedente, sia rispetto a un anno prima

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

La produzione industriale italiana ha segnato una battuta d’arresto lo scorso maggio: secondo l’indice calcolato dall’Istat, il calo è stato dello 0,6% sia su base mensile sia rispetto a maggio 2015.

Il dato mensile fa seguito alla crescita dello 0,4% registrata in aprile, ed è il peggiore dallo scorso febbraio, quando il calo fu dello 0,8%.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Per quanto riguarda la variazione tendenziale, tenuto conto del maggiore numero di giorni lavorativi (22 contro 20 di maggio 2015) bisogna invece risalire al dicembre 2015 per trovare un dato peggiore (allora la contrazione fu dello 0,9%). In aprile invece si era registrata una crescita tendenziale di ben l’1,8%.

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Nella media del trimestre marzo-maggio 2016, aggiunge l’istituto di statistica, la produzione è aumentata dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.

L’indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali negative in tutti i comparti: beni strumentali (meno 1,8%), beni intermedi (meno 0,9%), energia (meno 0,6%) e beni di consumo (meno 0,3%).

Le variazioni su base annua registrano, un solo segno positivo, per i beni intermedi (più 1,8%). In calo la produzione per energia (meno 5,9%), beni strumentali (meno 1,5%) e beni di consumo (meno 0,7%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, la maggiore crescita tendenziale si è registrata in maggio nella fabbricazione di mezzi di trasporto (più 5,6%), computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (più 4,3%) e prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (più 2,5%). In calo soprattutto l’attività estrattiva (meno 13,5%), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (meno 9,7%) e le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (meno 6,5%).

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