Shock Economico e Debito Pubblico

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Apriamo un qualsiasi testo di macroeconomia. Uno shock da domanda è per definizione uno shock simmetrico, nel senso che è negativo sia per la crescita che per l’inflazione. Ci siamo occupati di questa tematica in passato e penso che il consenso degli economisti adesso sia concentrato su questo scenario. Ovviamente, il dibattito procede e sia la durata di questo shock economico che il rischio di una fiammata di inflazione sono sotto esame. Nelle stime macro per il 2020, gli economisti di AXA IM prevedono una contrazione del PIL dell’Eurozona di circa 2%, ma il rischio di questo scenario è a mio avviso chiaramente sul downside.

Se da un lato lo shock macro è simmetrico per l’Eurozona, non lo è necessariamente per i singoli paesi. Ovviamente, la pandemia di Covid-19 non conosce frontiere e tutti i paesi membri dell’Unione ne sono in qualche modo affetti. Non dimentichiamoci però che non tutti i paesi dell’Unione hanno una economia e una organizzazione industriale in linea con la media Europea. È necessario quindi prendere in considerazione l’eterogeneità di questa area monetaria, soprattutto quando si parla di contromisure di politica economica.

Inoltre, non tutti i paesi membri godono dello stesso “spazio fiscale”. Questa è una ulteriore fonte di asimmetria. Pertanto la risposta di politica fiscale di un paese come l’Italia potrebbe dover essere calibrata su parametri diversi rispetto a quella di un paese come la Germania. Uno strumento simmetrico come l’Eurobond, potrebbe dunque non essere lo strumento adatto nel contesto di una forte asimmetria all’interno della zona euro. Come sempre saranno i mercati a suggerire le scelte ai politici in un mondo dove l’economia finanziaria con i suoi rischi, la sua integrazione globale e le sue leve ha una importanza sproporzionata rispetto a quella reale.

A mio avviso il tema non è Eurobond si o no. Se lo fosse, la risposta sarebbe sempre e solo affermativa. Purtroppo, però c’è una componente non marginale di cui tenere conto: Il tempo scarseggia. Una soluzione veloce, una combinazione di politica monetaria (PEPP) e aiuti mirati per esempio con l’utilizzo del MES, è da preferirsi in questo contesto, anche se il costo politico potrebbe essere alto per i singoli governi.

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