Onboarding efficace? Ci pensa il buddy!

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L’autunno è da sempre la stagione della ripresa nel mondo del lavoro, quest’anno più che mai. E’ importante quindi che le nuove figure che entrano in azienda proprio in questo periodo si sentano accolte fin dal primo giorno.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Con l’aumento del job hopping infatti, specialmente tra le generazioni più giovani, la famosa citazione di Henry Ford “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo” sembra essere più attuale che mai. Selezionare i migliori talenti non basta più, ora le aziende devono concentrarsi anche su engagement e retention per evitare che questi decidano di abbandonarle. Diventa quindi cruciale giocare d’anticipo e avere una strategia di onboarding vincente.

Glickon, azienda italiana di people experience e analytics dedicate alle HR e al management, che ha fatto dell’employee experience uno dei suoi business-pillar, suggerisce di far leva sulle risorse interne più preziose presenti in ogni azienda: le persone. E’ infatti fondamentale la aumentare motivazione e fidelizzazione dei dipendenti e per fare ciò ogni azienda dovrebbe introdurre la figura del buddy.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Questa figura è sempre più diffusa tra le aziende italiane, non a caso il 59% delle imprese certificate Top Employers si affida al buddy per il processo di onboarding. Il buddy è un vero e proprio mentore che si prende in carico la crescita professionale di un giovane nuovo collega, contribuendo a sostenerne la motivazione e le performance in azienda.

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Introdurre questa figura è strategico per le aziende perché così facendo è possibile riscontrare un aumento della motivazione e della fidelizzazione dei dipendenti, fondamentale per trattenere i talenti, ma anche un miglioramento della comunicazione interna e della produttività.

Tre caratteristiche fondamentali per un buddy

Compito principale del buddy è quello di far sentire a proprio agio il nuovo arrivato e guidarlo nelle sue task quotidiane, per questo motivo un buon buddy deve possedere 3 caratteristiche:

  • empatia, per riuscire a comprendere eventuali disagi e necessità particolari del nuovo assunto;
  • buona capacità di comunicare, per assicurare un dialogo aperto e sincero;
  • essere motivato, avere una visione positiva del proprio lavoro permette di trasmettere tale prospettiva con facilità.

L’inserimento in azienda infatti non si limita all’acquisizione di competenze tecnico-specialistiche da parte della nuova risorsa, ma include  la dimensione relazionale che ha come principale obiettivo quello di supportare il neoassunto facilitandone l’apprendimento per renderlo produttivo nel minor tempo possibile.

Poiché il buddy rappresenta una figura chiave nel processo di onboarding, è necessario che conosca molto bene i desiderata e le best practice del proprio ruolo per poterle trasmettere al meglio al nuovo entrato.

Buddy: benefici per tutti

Dall’implementazione della figura del buddy però non è solamente l’azienda a trarre benefici. Grazie all’affiancamento e alla supervisione di un mentore, il neoassunto ha a disposizione un punto di riferimento e un assistenza dedicata che aiuta a ridurre l’incertezza e la confusione tipica del nuovo ambiente di lavoro rispondendo a domande operative in tempi brevi. Ciò aiuta il nuovo arrivato a conoscere perfettamente e in poco tempo le procedure di base ma anche valori, cultura e processi aziendali. In questo modo il nuovo arrivato potrà rapidamente raggiungere l’autonomia e crearsi un network interno all’azienda.

Dall’altro lato il buddy, assumendo il ruolo di mentore, ha la possibilità di essere riconosciuto come ‘strong performer’ all’interno dell’azienda stessa, motivando un collega più giovane che allo stesso tempo gli offre una prospettiva fresca e dinamica del lavoro. Inoltre può migliorare le sue capacità di leadership, fondamentali per chi lavora in team.

Per tutti questi motivi, creare una “Buddy community” si rivelerà una scelta strategica per tutte quelle aziende che vogliono assicurare ai propri neoassunti un processo di onboarding qualitativamente vincente, contribuendo ad alleviare lo stress da inserimento e diminuendo il tasso di turnover, configurandosi inoltre  come interlocutori affidabili ed ingaggianti.

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