La Bank of England potrebbe essere la prima ad alzare i tassi?

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Abbiamo tutti acquisito familiarità con l’osservazione di grafici negli ultimi 12 mesi – tassi di infezione, numeri di diffusione, confronto di casi tra paese e paese, e la lista continua. Nell’ultima fase della pandemia in corso, il grafico al centro dell’attenzione è quello che mostra il tasso di vaccinazione nei singoli stati, i cui aggiornamenti quotidiani vanno ad arricchire il pathos di vedere quale paese si stia vaccinando più velocemente. Fortunatamente, il progredire dell’azione vaccinale dovrebbe relegare lockdown nazionali e locali nel cassetto dei ricordi, così come alleviare la pressione sui sistemi sanitari.

Dopo un terribile 2020, sembra che ora il Regno Unito stia facendo qualcosa di piuttosto buono, il che è stata una piacevole sorpresa per noi britannici. I tassi di vaccinazione sono più alti che negli Stati Uniti e nell’UE e il conseguente senso di ottimismo sta ora alimentando l’economia. I sondaggi sulle imprese sono in forte aumento: il PMI manifatturiero ha toccato il massimo a 12 mesi, mentre per i servizi il dato è appena al di sotto di tale livello. Questi segnali positivi arrivano in un momento in cui il paese è ancora in lockdown e ampi settori del settore dei servizi sono ancora chiusi. Con l’apertura dell’economia, ci aspettiamo che l’ottimismo aumenti ulteriormente. La fiducia dei consumatori è ora poco sotto i livelli pre-Covid-19 e, un po’ sorprendentemente, è aumentata durante l’attuale lockdown. I prezzi delle case continuano a salire e i risparmi sono aumentati. In poche parole, la nazione è più ottimista e ha soldi da spendere.

Questo ci porta alla politica monetaria. Nell’ultima riunione del Comitato di Politica Monetaria della Bank of England (BoE), è stato notato nei verbali che da febbraio (quando è stato pubblicato l’ultimo rapporto di politica monetaria) le prospettive economiche sono migliorate in diversi modi. In particolare, la performance dell’economia britannica è stata più forte del previsto, la politica fiscale britannica è più di supporto, la politica fiscale statunitense è molto più espansiva del previsto, l’economia globale ha avuto una migliore performance e i prezzi del petrolio sono saliti. Appare quindi probabile che a maggio, quando sarà pubblicato il prossimo rapporto, la BoE aggiornerà il suo outlook sul Regno Unito, sia per la crescita che per l’inflazione. La Banca d’Inghilterra ha il mandato primario di mantenere l’inflazione non superiore al 2%. Questo è ora leggermente diverso dalla posizione della Federal Reserve Usa, la cui metrica di stabilità dei prezzi è definita come un tasso di inflazione medio del 2%. La differenza è sottile, ma questo significa che se i tassi d’inflazione salissero con lo stesso profilo nei due Paesi, il mandato della BoE dovrebbe portarla a considerare un inasprimento della politica monetaria.

Indubbiamente è un’ottima notizia che il successo e l’efficacia di un programma di vaccinazione permetterà alle economie e alle nazioni di riprendersi da quello che è stato un anno terribile, ma come conseguenza della ripresa le banche centrali alla fine cominceranno a rivedere le proprie politiche di emergenza sui tassi di interesse. Potrebbe non essere uno scenario impossibile, data la ripresa economica del Regno Unito e il perimetro del suo mandato, che la Banca d’Inghilterra sia la prima banca centrale a farlo.