Inflazione in discesa nei prossimi mesi

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“Anche se è molto difficile individuare i bottom del mercato, riteniamo abbia senso per gli investitori di medio-lungo periodo accumulare azioni ai prezzi correnti. Nei prossimi 6-12 mesi, i fattori chiave per i mercati rimangono l’inflazione e il suo impatto sulla politica dei tassi di interesse. Ci si aspetta che l’inflazione raggiunga il suo picco durante l’estate e cominci a scendere verso la fine del 2022”. È l’analisi di Filippo Garbarino, gestore del fondo Lemanik Global Equity Opportunities.

A luglio i mercati azionari globali hanno registrato un forte rimbalzo. L’indice Msci World è salito del 10.9% in euro dopo un pessimo primo semestre. Il rimbalzo è stato guidato da: aspettative che l’inflazione sia in una fase di picco e che possa scendere nei prossimi mesi; commenti accomodanti dalla Federal Reserve che segnalano che l’aumento dei tassi di interesse potrebbe moderarsi in autunno; utili societari resilienti, con costi in aumento ma buona tenuta dei ricavi.

Al momento, sui mercati abbondano le cattive notizie: peggior inizio d’anno dal 1970 per l’azionario, inflazione più elevata dagli anni ’80, 75bps di rialzo dei tassi di interesse della Federal Reserve per la prima volta dal 1994 e guerra in Europa. Generalmente, quando ci sono brutte notizie ci sono anche prezzi convenienti sull’azionario e viceversa. Infatti, nonostante il rimbalzo di Luglio, il P/E forward dell’S&P500 è circa il 25% inferiore ai livelli di inizio anno.

Il contenimento dell’inflazione dovrebbe supportare sia i mercati azionari che quelli obbligazionari. Tuttavia, non è ancora chiaro in questa fase se la Federal Reserve riuscirà a orchestrare un atterraggio morbido o se perseguirà un forte rallentamento economico per riportare l’inflazione al suo livello target. In ogni caso, dato che le banche centrali stanno parlando apertamente di una possibile recessione, essa dovrebbe essere almeno parzialmente già prezzata dal mercato.

“Durante il mese, il fondo ha venduto Starbucks e acquistato Accenture”, sottolinea Garbarino. “A livello settoriale, il portafoglio non ha banche e petroliferi, settori considerati troppo rischiosi. Il portafoglio è sovrappeso sul settore consumi discrezionali, sanità e industriali. Il portafoglio è sottopesato sui consumer staples. I tecnologici sono equipesati”.