L’economia in Italia. Niente “lacrime e sangue” in luglio. E forse neanche dopo

-
- Advertising -

L’economia italiana conferma di avere “un’ottima tenuta” e anche per questo gli obiettivi fissati nel Def sono alla portata del governo: nessun timore dunque, il Paese non ha bisogno di una manovra lacrime e sangue. “L’uscita dalla condizione di Paese ad alto debito è un obiettivo raggiungibile. Non serve una manovra lacrime e sangue ma una seria politica di controllo della spesa pubblica, perchè l’Italia esca dalla sua condizione di Paese sempre sotto esame”. Questa in sintesi l’opinione del Ministro Giancarlo Giorgetti.

“L’economia italiana cresce a ritmi moderati e può contare sull’irrobustimento delle imprese, la solida posizione finanziaria delle famiglie e la forza delle banche” afferma il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta all’assemblea Abi di stamattina. Però aggiunge “I risparmiatori che investono a medio e lungo termine subiscono una tassazione di quasi il 60% del reddito lordo prodotto dalle banche: si sommano l’Ires, l’addizionale del 3,5% e quelle locali, la cedolare secca sui dividendi, l’Irap, l’Imu e l’imposta del bollo”. E conclude: “L’inflazione continua a scendere, con oscillazioni nei dati mensili. In giugno è diminuita al 2,5 per cento. La sua componente di fondo, che esclude le voci più volatili, è rimasta stabile, al 2,9 per cento. All’inizio del mese scorso il Consiglio direttivo della Bce ha abbassato di 25 punti base i tassi ufficiali, dopo averli mantenuti invariati per nove mesi su livelli elevati. La decisione riflette il progressivo calo dell’inflazione e la prospettiva di una sua ulteriore discesa nei mesi a venire”. 

- Advertising -

Impresa non facile caratterizzata da una situazione di instabilità e incertezza. “Non dobbiamo farci indurre a un facile ottimismo”.