S&P: la difficile posizione fiscale del Regno Unito implica compromessi politici per il governo laburista

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In occasione delle elezioni parlamentari del 4 luglio, il Partito Laburista ha ottenuto una solida maggioranza di governo. Ora detiene 411 dei 650 seggi della Camera dei Comuni. Secondo S&P, il nuovo governo dovrà affrontare difficili compromessi politici, come la precedente amministrazione conservatrice, data l’attuale posizione fiscale del Regno Unito (unsolicited; AA/Stabile/A-1+). Il sistema elettorale first-past-the-post del Regno Unito nasconde anche una frammentazione elettorale di fondo, con una quota di voto popolare del Partito Laburista pari al 34%.

Ciononostante, l’ampiezza della maggioranza del nuovo governo in Parlamento dovrebbe consentirgli di portare avanti le priorità politiche, tra cui il sostegno alla crescita economica, l’accelerazione della costruzione di abitazioni, il miglioramento dell’accesso all’assistenza sanitaria, la riduzione dei costi energetici nel lungo periodo per le famiglie e il rafforzamento della sicurezza energetica. Per quanto riguarda le finanze pubbliche, S&P si attende che la nuova amministrazione si impegni a ridurre i deficit di bilancio e a diminuire il debito pubblico in percentuale del PIL.

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La posizione fiscale del Regno Unito rimane difficile e costituisce un punto di debolezza rispetto al rating attualmente assegnato dall’agenzia, pari ad “AA”. Il deficit pubblico è stato pari al 6% del PIL nel 2023, mentre il debito lordo ha superato di poco il 100% del PIL, il livello più alto degli ultimi decenni. Ciò limita la capacità del governo di finanziare le proprie iniziative politiche attraverso un aumento del prestito netto, soprattutto in considerazione della passata reazione del mercato a un pacchetto di allentamento fiscale non finanziato, annunciato dall’ex primo ministro Liz Truss nel settembre 2022. Il nuovo governo ha delineato il proprio impegno a favore della sostenibilità delle finanze pubbliche con l’obiettivo di portare il bilancio corrente (escluse le spese in conto capitale) verso il pareggio e di far scendere il debito pubblico in percentuale del PIL entro la fine del quinto anno dell’orizzonte di previsione.

Allo stesso tempo, è probabile che l’aumento delle entrate o il controllo della crescita della spesa si rivelino difficili. La pressione fiscale è già ai massimi livelli dal dopoguerra, mentre la pressione ad aumentare la spesa pubblica dovrebbe persistere, data la tensione di alcuni servizi pubblici chiave, nonché la necessità di finanziare la difesa e di far fronte ai costi gradualmente crescenti legati all’invecchiamento della popolazione.

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S&P prevede che il governo laburista mantenga il proprio impegno a rafforzare le finanze pubbliche del Regno Unito. Si attende inoltre che il deficit fiscale si riduca al 4,5% del PIL nel 2024, per calare ulteriormente al 3,2% entro il 2027. Secondo queste previsioni, il debito pubblico netto raggiungerà un picco di quasi il 100% del PIL nel 2025, prima di iniziare a ridursi lentamente.

Secondo S&P, un fattore chiave nella stabilizzazione delle finanze pubbliche sarà rappresentato dal tasso di crescita del Regno Unito, che negli ultimi anni è stato relativamente debole, con una produzione ha ristagnato da fine 2021 a fine 2023, prima di accelerare leggermente quest’anno. I laburisti stanno puntando a diverse iniziative per rilanciare la crescita, tra cui l’attuazione di una nuova strategia industriale, la pianificazione di riforme volte a facilitare le nuove attività edilizie, l’incentivazione degli investimenti e il miglioramento della cooperazione tra il settore pubblico e quello privato, nonché il miglioramento delle relazioni con l’UE. Secondo S&P, in assenza di un’accelerazione della crescita economica, è probabile che la stabilizzazione dei livelli di debito pubblico si riveli sfidante.

Sebbene le vulnerabilità fiscali siano destinate a persistere nel medio termine, i rating sovrani di S&P sul Regno Unito rimangono sostenuti dai alti livelli di reddito, da un’economia e da un settore finanziario diversificati e di grandi dimensioni, da un mercati del lavoro e dei prodotti sviluppati, nonché dalla forza e dall’indipendenza delle istituzioni chiave del Paese e dallo status della sterlina quale valuta di riserva.