UniCredit – Banco Bpm, una OPS divisiva

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Sorprendono gli attori, banchieri, protagonisti di questa ops lanciata da UniCredit sul Banco Bpm.

Sorprendono non tanto le modalità del lancio dell’ops ma il timing dell’operazione e l’incoerenza dei messaggi inviati al mercato negli anni e nei mesi che hanno preceduto questa operazione. Operazione che sarà sottoposta al vaglio della Bce per il tramite di Banca d’Italia.

Sorprendono, ma non più di tanto, i soliti politici che mettono becco su tutto sparando stupidaggini prive di fondamento.
Veniamo ora agli errori commessi dai suddetti attori protagonisti dell’operazione.

Orcel poteva lanciare l’ops due anni fa quando il valore del Banco Bpm era sensibilmente inferiore ai prezzi attuali facendo in questo modo ancor più felici gli azionisti di UniCredit perché l’operazione avrebbe creato molto più valore di adesso.

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Castagna poteva acquisire quote più significative di MPS nelle dismissioni precedenti effettuate dal governo a prezzi molto più bassi. Ha sempre negato l’interesse su una acquisizione/integrazione con MPS salvo smentirsi pochi giorni fa acquisendo una quota del 5% e mettendosi in cordata con Anima, sulla quale ha lanciato un’opa, e con altri noti imprenditori domestici.

Castagna pensava di fare il pesce grosso che mangia un pesce piccolo dimenticandosi che c’è sempre un pesce più grande di te.

Ora il cda di Banco Bpm tenterà di far naufragare l’ops con delle operazioni difensive. Potrebbe decidere di lanciare un’opa su MPS e rendere l’operazione ops più onerosa per UniCredit a cui non interessa MPS (almeno a parole), oppure potrebbe tentare, con l’acquisto di azioni proprie, di far salire il prezzo costringendo l’Unicredit ad alzare i prezzo o ad abbandonare l’operazione ma questa è un’arma scarica perché è già stata completamente utilizzata.

Sull’operazione è intervenuto anche Giorgietti, ministro dell’economia, minacciando l’utilizzo della golden power. Forse perché Giorgietti era riuscito finalmente a dare un’allocazione definitiva al MPS evitando che la stessa finisse alla Unipol ritenuta dal governo troppo di sinistra. Il governo può sicuramente impugnare la golden power per operazioni finanziarie che ricadano nell’interesse nazionale. Ma a che titolo? L’interesse nazionale viene forse stravolto se Banco Bpm finisce nel gruppo UniCredit? Mah?!?!

Come finirà? È presto per ipotizzare il finale perché i tempi perché l’ops diventi esecutiva sono piuttosto lunghi.
Dipenderà anche dalle condizioni del mercato che ci saranno fra tre settimane circa, dalle iniziative difensive ipotizzate sopra e dal parere della Bce.

In conclusione al mercato poco interessano gli errori dei banchieri protagonisti della suddetta operazione, interessa soltanto che i prezzi delle banche “oggetto del desiderio”, Banco Bpm e probabilmente MPS salgano, poi il resto è solo cronaca.

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