Fattori positivi e segnali d’allerta sul mercato obbligazionario nel 2025

A cura degli esperti di Crédit Mutuel Asset Management -

Nel 2025, l’allentamento monetario della BCE favorirà le durate più lunghe, in particolare nella fascia 5-7
anni, mentre la FED dovrebbe mantenere una strategia di tassi elevati per un periodo prolungato.

Tra i fattori positivi a cui guardare quest’anno possiamo annoverare il trend discendente dell’inflazione
nell’area euro, che dovrebbe continuare verso il 2%. In questo contesto, la BCE dovrebbe adottare una
politica monetaria accomodante nel corso del primo semestre. Inoltre, continua il periodo di crescita
positiva per i Paesi periferici, in particolare Irlanda, Spagna e Portogallo. Riteniamo che la domanda nel
mercato del credito Investment Grade (IG) europeo rimarrà elevata (41 miliardi di euro di flussi positivi
previsti nel 2024) e si concentrerà su fondi IG tradizionali e le strategie a scadenza target. Negli Stati Uniti, i
tassi d’nteresse più alti sosterranno la domanda di credito IG.

Tra gli elementi da tenere invece sotto controllo nel corso dei prossimi mesi, crediamo che la politica
monetaria più restrittiva della Fed avrà un impatto marginale sulla BCE, poiché quest’ultima prende
decisioni basandosi esclusivamente sulle condizioni economiche dell’area euro. Il cambio EUR-USD sarà un
monitorato speciale per il suo potenziale inflattivo, da parte sia di banchieri centrali che degli investitori. Da
ultimo, l’offerta obbligazionaria sarà un elemento chiave da considerare nel corso dell’anno, poiché a
partire da gennaio la BCE interromperà i reinvestimenti dei programmi APP (Asset Purchase Programme) e
PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme). Come conseguenza, il mercato dovrà assorbire 510
miliardi di euro, oltre alle già consistenti emissioni di titoli governativi.

Per l’inizio del 2025 adottiamo un posizionamento da neutrale a leggermente positivo sulla sensibilità,
privilegiando la zona core della curva. Abbiamo un sovrappeso sulla Spagna, siamo neutrali sull’Italia e
sottopesati sulla Francia. Per quanto riguarda il credito IG, in assenza di shock, i premi al rischio dovrebbero
stabilizzarsi e il carry dovrebbe rimanere il principale driver di performance. Privilegiamo la qualità, i
settori difensivi e la parte mediana della curva (fino a 7-8 anni), massimizzando il rendimento da roll-down
a fronte di un beta moderato. Privilegiamo poi i titoli finanziari rispetto a quelli societari, in virtù dei solidi
fondamentali stimati.

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