Meta e l’addestramento dell’IA: la questione della privacy degli utenti europei

Silvia Pinna -

Meta e l’addestramento dell’IA — 

di Silvia Pinna —

A partire dal 27 maggio 2025, Meta ha iniziato a utilizzare i contenuti pubblici condivisi dagli utenti di maggiore età su Facebook e Instagram, nonché le interazioni con i suoi strumenti di intelligenza artificiale, per addestrare i propri modelli di Intelligenza Artificiale. Questa decisione ha sollevato diverse preoccupazioni relative alla privacy e alla protezione dei dati personali degli utenti europei, facendo emergere alcune ambiguità.

Il diritto di opporsi: tempistiche, modalità e normative

Nonostante l’azienda abbia giustificato questa raccolta di dati appellandosi al “legittimo interesse” previsto dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), diverse organizzazioni per i diritti digitali, come il Centro Europeo per i Diritti Digitali (NOYB), hanno criticato questa interpretazione, sostenendo che le modalità con cui gli utenti sono stati informati e le procedure da seguire per opporsi siano state – e siano tuttora – poco trasparenti e complicate.

La questione della privacy degli utenti europei

In risposta alle crescenti pressioni, Meta ha fornito agli utenti dell’UE la possibilità di opporsi all’utilizzo dei propri dati per l’addestramento dell’IA attraverso moduli specifici disponibili nelle impostazioni di Facebook e Instagram. Tuttavia, la scadenza per impedire l’uso retroattivo dei dati era fissata al 26 maggio 2025, ma se un utente che non si è opposto prima di questa data volesse intervenire, può scegliere di farlo in qualsiasi momento, l’unica differenza è che, in questo caso, la scelta non ha un effetto retroattivo.

Anche se Meta ha escluso dall’addestramento dell’IA i messaggi privati e i contenuti degli utenti minorenni, rimane la possibilità che informazioni personali vengano comunque elaborate. Ad esempio, se un utente viene taggato in una foto o menzionato in un post pubblico da un altro utente che non ha esercitato il diritto di opposizione, quei dati potrebbero essere utilizzati per l’addestramento dell’IA .

Tutela della privacy o innovazione tecnologica? 

La decisione di Meta di utilizzare i dati degli utenti europei per l’addestramento della propria intelligenza artificiale evidenzia le tensioni tra innovazione tecnologica e tutela della privacy. Mentre l’azienda sostiene che questa pratica migliorerà i suoi servizi, le modalità di raccolta e le opzioni di opposizione offerte agli utenti sollevano interrogativi sulla trasparenza e sul rispetto dei diritti digitali. I punti interrogativi sulla questione rimangono molti, ma è essenziale che gli utenti siano adeguatamente informati e messi in condizione di esercitare consapevolmente i propri diritti in materia di protezione dei dati personali: se vuoi esercitare il diritto di opposizione ti basterà compilare i moduli disponibili su Facebook e su Instagram (trovi il modulo a questo link: https://www.facebook.com/help/contact/510058597920541).

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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