Bonus gite scolastiche 2026: fino a 150 euro per studente, a chi spetta e come ottenerlo

Buone notizie per studenti e famiglie: anche per il 2026 le scuole possono utilizzare il bonus gite scolastiche per sostenere la partecipazione ai viaggi di istruzione.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha infatti confermato la possibilità di usare i fondi già stanziati negli anni precedenti ma non ancora impiegati, offrendo una nuova opportunità agli istituti scolastici.
Cos’è il bonus gite scolastiche
Il bonus è stato introdotto nel 2023 con uno stanziamento complessivo di circa 50 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire a tutti gli studenti la partecipazione alle attività didattiche fuori dalla scuola, anche in presenza di difficoltà economiche.
Non si tratta quindi di un nuovo contributo, ma della proroga dell’utilizzo di risorse già disponibili e rimaste inutilizzate.
Alla luce dell’aumento dei costi dei viaggi scolastici, che possono arrivare anche a 400–500 euro per studente, questa misura assume oggi un ruolo particolarmente rilevante.
Chi può beneficiarne: criteri più flessibili
Una delle principali novità riguarda i requisiti di accesso.
In passato erano previsti limiti ISEE piuttosto rigidi:
- inizialmente fino a 5.000 euro;
- successivamente estesi fino a 15.000 euro a causa delle scarse adesioni.
Con la proroga, invece:
- non è prevista una soglia ISEE unica a livello nazionale;
- ogni istituto scolastico può definire autonomamente i criteri;
- il Consiglio d’istituto stabilisce modalità e procedure di assegnazione.
Questo approccio consente alle scuole di adattare il sostegno alle esigenze concrete delle famiglie, ampliando la platea dei beneficiari.
Importo del contributo
Il valore del bonus resta generalmente fino a 150 euro per studente, ma con una maggiore flessibilità nell’applicazione.
In particolare:
- il contributo può essere utilizzato anche per gite di importo inferiore rispetto ai requisiti precedenti;
- le scuole possono modulare l’entità del sostegno in base alle risorse disponibili;
- in alcuni casi, il contributo può coprire una parte significativa della spesa.
Esempio
- Gita da 300 euro: il costo può ridursi a 150 euro grazie al contributo
- Gita da 200 euro: la scuola può coprire una quota rilevante o, in alcuni casi, l’intero importo
Modalità di erogazione
Il bonus non viene erogato direttamente alle famiglie in forma monetaria. La gestione è affidata alle scuole, che possono scegliere tra due modalità:
- applicazione di uno sconto diretto sulla quota richiesta;
- rimborso delle spese già sostenute.
Questa modalità garantisce che i fondi siano utilizzati esclusivamente per finalità educative.
Come presentare richiesta
Non esiste una procedura uniforme per tutte le scuole. Per accedere al contributo è necessario:
- rivolgersi alla segreteria scolastica;
- consultare le circolari interne;
- verificare eventuali criteri stabiliti dall’istituto.
È consigliabile informarsi con anticipo, soprattutto in prossimità dell’organizzazione delle gite.
Scadenze e utilizzo dei fondi
I fondi devono essere utilizzati entro termini precisi:
- se non vengono impiegati entro l’anno scolastico, devono essere restituiti;
- se restano inutilizzati per tre esercizi finanziari consecutivi, tornano al bilancio dello Stato.
Queste disposizioni mirano a evitare giacenze e a garantire un utilizzo efficace delle risorse.
Il valore educativo della misura
Le gite scolastiche rappresentano un’importante opportunità formativa, favorendo lo sviluppo delle competenze relazionali e l’apprendimento esperienziale.
Il bonus contribuisce a ridurre le disuguaglianze economiche, assicurando una partecipazione più inclusiva alle attività scolastiche.
Sintesi
- Il bonus gite scolastiche è stato prorogato per consentire l’utilizzo di fondi non spesi
- I criteri di accesso sono definiti autonomamente dalle scuole
- Il contributo può arrivare fino a 150 euro per studente
- L’erogazione avviene tramite sconto o rimborso
- I fondi devono essere utilizzati entro termini stabiliti
Indicazioni finali
Per verificare la possibilità di accedere al bonus, è opportuno contattare direttamente la propria scuola. Le modalità di assegnazione possono variare da istituto a istituto e un’informazione tempestiva consente di non perdere questa opportunità.






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