Aerei, tagliati 2 milioni di voli a maggio. Le compagnie coinvolte
I timori per la disponibilità di carburante nelle prossime settimane continuano a crescere, alimentando tensioni nel settore del trasporto aereo globale. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Financial Times, che cita dati della società di analisi Cirium, le compagnie aeree hanno ridotto di circa due milioni i posti disponibili nei programmi di volo per il mese di maggio nelle ultime due settimane.

La riduzione è il risultato di migliaia di voli cancellati e della scelta, da parte dei vettori, di impiegare aeromobili più piccoli o a maggiore efficienza energetica, con l’obiettivo di preservare le scorte di carburante in vista di possibili interruzioni delle forniture. Dall’inizio della guerra in Iran, a fine febbraio, il prezzo del carburante per aerei risulta infatti raddoppiato, costringendo le compagnie ad aumentare le tariffe. A complicare ulteriormente la situazione è stata la chiusura degli aeroporti del Golfo, snodo fondamentale per circa un terzo dei collegamenti tra Europa e Asia, con pesanti ripercussioni sul traffico internazionale.
Le compagnie coinvolte
Secondo Cirium, il numero complessivo di posti disponibili è sceso da 132 a 130 milioni tra metà e fine aprile. Tra le compagnie coinvolte figurano Emirates, Etihad Airways e Qatar Airways, insieme a British Airways, United Airlines, Air China, All Nippon Airways, Lufthansa, Turkish Airlines e Delta Air Lines.
Air France ha riferito di aver ricevuto indicazioni a non incrementare i voli verso Singapore e Tokyo Haneda, mentre il Vietnam ha già introdotto misure di razionamento del carburante per l’aviazione.
L’area più colpita resta l’Asia, fortemente dipendente dai flussi che attraversano lo Stretto di Hormuz, attualmente quasi paralizzato tra il rischio di attacchi iraniani e il blocco navale statunitense.




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