Carburante aerei, l’allarme dell’Ue e l’impatto sul turismo
L’Unione europea torna a lanciare l’allarme sui mercati energetici, segnalando il rischio di condizioni restrittive soprattutto per quanto riguarda il carburante per aerei. A preoccupare è il protrarsi del conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, mentre dal Medio Oriente emergono, in parallelo, indiscrezioni su una possibile tregua di lungo periodo.

Gli impatti della chiusura dello Stretto di Hormuz
Secondo il gruppo di esperti Ue sul petrolio, la chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz continua ad avere impatti rilevanti sia sul greggio sia sui principali prodotti petroliferi. Una situazione che coinvolge tutti i Paesi membri, come evidenziato nel corso dell’ultima riunione di monitoraggio su prezzi e approvvigionamenti.
Finora gli effetti si sono manifestati soprattutto in un aumento dei prezzi e in tensioni sulle forniture, senza tuttavia provocare interruzioni dirette per i consumatori. L’attenzione resta però alta in vista dell’estate: l’Ue importa circa il 40% del proprio fabbisogno di jet fuel e quasi la metà transita proprio attraverso lo Stretto di Hormuz.
Per questo Bruxelles ha attivato un osservatorio dedicato ai carburanti, con l’obiettivo di monitorare disponibilità e scorte. Al momento, l’impatto sul turismo appare contenuto: secondo le stime europee, l’82% dei cittadini prevede di viaggiare tra primavera ed estate 2026, il dato più alto dal 2020.
Meno critico, invece, il quadro del gas
La Commissione europea non segnala rischi immediati per la sicurezza degli approvvigionamenti in vista dell’inverno e punta a raggiungere livelli di stoccaggio pari all’80% entro la fine dell’estate.
Di segno opposto le indicazioni provenienti dal Codacons, che evidenzia un calo della fiducia nei servizi turistici: a maggio l’indice scende a 101,2 punti, in netto calo rispetto ai 122,1 di marzo.
Nel frattempo, Bruxelles lavora a un allentamento delle norme sulle importazioni di metano per garantire la sicurezza energetica. Tra le ipotesi allo studio, la sospensione temporanea delle sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi previsti tra il 2027 e il 2029, fatta eccezione per le violazioni fraudolente su larga scala.
L’esecutivo europeo riconosce che la crisi in Medio Oriente potrebbe avere effetti profondi e duraturi sui mercati energetici globali, coinvolgendo circa il 20% dell’offerta mondiale di Gnl e il 25% del commercio marittimo di petrolio.





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