Debiti contributivi INPS, fino a 60 rate per pagare: nuove regole e domanda tutta online
Autonomi, professionisti, imprese e datori di lavoro con debiti contributivi verso l’INPS avranno più tempo per regolarizzare la propria posizione. Con la nuova disciplina sulla dilazione dei debiti contributivi, l’Istituto amplia infatti la possibilità di rateizzare gli importi dovuti fino a un massimo di 60 rate mensili, introducendo anche una procedura completamente digitale per la presentazione delle domande.

La riforma è stata illustrata dall’INPS con la Circolare n. 60 del 21 maggio 2026 e con il successivo Messaggio n. 1699 del 22 maggio 2026, che definisce le istruzioni operative per l’accesso al servizio telematico. La misura si inserisce nel quadro delle novità previste dal decreto interministeriale sulla dilazione dei debiti contributivi e punta a favorire la regolarizzazione spontanea delle posizioni debitorie, offrendo maggiore flessibilità a contribuenti e imprese che attraversano una temporanea difficoltà economica.
La nuova disciplina interessa una platea ampia di soggetti. Possono infatti richiedere la rateazione lavoratori autonomi, professionisti iscritti alle gestioni INPS, imprese, datori di lavoro e altri contribuenti con esposizioni debitorie nei confronti dell’Istituto. Restano invece esclusi i debiti già affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per i quali continuano ad applicarsi le regole previste per la riscossione coattiva.
Fino a 36 o 60 rate in base all’importo del debito
La principale novità riguarda la durata dei piani di pagamento.
Secondo il nuovo regolamento, l’INPS può concedere fino a 36 rate mensili per debiti contributivi di importo non superiore a 500 mila euro e fino a 60 rate mensili per esposizioni superiori a tale soglia. La possibilità di ottenere il numero massimo di rate non è però automatica: la valutazione tiene conto della situazione economico-finanziaria del richiedente e degli elementi forniti a supporto della domanda.
Tra gli importi rateizzabili rientrano i contributi dovuti e gli accessori collegati alla posizione debitoria, secondo quanto previsto dalla disciplina dell’Istituto. L’obiettivo è consentire un rientro graduale dal debito senza compromettere la continuità dell’attività professionale o imprenditoriale.
Domanda unica e procedura completamente online
Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda la semplificazione delle procedure. Chi presenta domanda deve includere in un’unica istanza tutti i debiti contributivi esistenti nei confronti delle diverse gestioni amministrate dall’INPS. Non è quindi possibile selezionare soltanto alcune posizioni debitorie lasciandone altre escluse.
La richiesta deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso il Cassetto Previdenziale del Contribuente, utilizzando la funzione dedicata alla dilazione dei debiti. L’accesso avviene tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi.
La digitalizzazione dell’intero iter consente di gestire la pratica senza invio di documentazione cartacea e senza la necessità di recarsi presso le sedi territoriali dell’Istituto.
Possibile anche una seconda dilazione
Tra le novità previste dal nuovo quadro normativo vi è anche la possibilità, in specifiche circostanze, di ottenere una seconda dilazione. La misura è stata introdotta per offrire ulteriori strumenti a chi, pur avendo già beneficiato di un piano di pagamento, continui a trovarsi in una situazione di difficoltà temporanea.
Le condizioni e i limiti per accedere a una nuova dilazione vengono valutati dall’INPS caso per caso, sulla base dei requisiti previsti dalla normativa e della situazione del contribuente.
Attenzione alla decadenza dal beneficio
L’accesso alla rateazione non comporta una sospensione degli obblighi di pagamento. Una volta approvato il piano, il contribuente deve rispettare le scadenze previste per il versamento delle rate.
Il mancato pagamento può determinare la revoca della dilazione e la perdita dei benefici concessi, con la conseguente ripresa delle attività di recupero del credito da parte dell’Istituto. Per questo motivo è importante valutare con attenzione il numero di rate richieste e scegliere un piano sostenibile nel lungo periodo.
Le finalità della riforma
Con l’allungamento dei tempi di pagamento fino a cinque anni e l’introduzione di una procedura interamente telematica, l’INPS punta a rendere più semplice la regolarizzazione delle posizioni contributive irregolari.
La misura è destinata soprattutto a lavoratori autonomi, professionisti e imprese che, pur volendo sanare il proprio debito previdenziale, necessitano di tempi più lunghi per far fronte agli obblighi contributivi. L’obiettivo è favorire l’adempimento spontaneo, ridurre il contenzioso e consentire ai contribuenti di rientrare gradualmente dalla propria esposizione debitoria.





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