Finlombarda, Andrea Mascetti confermato: continuità e sostegno alle imprese, ma qualche polemica politica
La finanziaria di Regione Lombardia rinnova il Cda per il triennio 2026-2028. La riconferma del presidente Andrea Mascetti viene letta come un segnale di continuità da parte della maggioranza regionale, ma il dibattito politico e mediatico resta aperto sul ruolo futuro della società e sulla sua efficienza operativa.
L’assemblea di Finlombarda ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione che resterà in carica fino all’approvazione del bilancio 2028. Alla guida viene confermato Andrea Mascetti, affiancato dai consiglieri Fabio Bonicalzi, Alessandro Cafarelli, Elisabetta Maria Roncalli e Paola Simonelli.
Nel commentare la riconferma, Mascetti ha sottolineato la volontà di rafforzare ulteriormente il ruolo della finanziaria regionale come strumento di supporto allo sviluppo economico lombardo, definendo Finlombarda “espressione dell’identità economica lombarda: dinamica, pragmatica e orientata ai risultati”.

La nomina arriva però in una fase particolarmente delicata per la finanziaria regionale. Negli ultimi anni Finlombarda è stata al centro di un dibattito crescente sul proprio posizionamento strategico: semplice gestore di bandi pubblici oppure vero istituto finanziario regionale capace di intervenire direttamente a sostegno delle imprese?
Secondo Il Foglio, il vero nodo riguarda proprio il futuro della società. Il quotidiano parla apertamente di un “bivio” per Finlombarda, evidenziando come all’interno della stessa maggioranza regionale esistano sensibilità differenti sul suo rilancio. L’articolo sottolinea inoltre i rilievi avanzati negli ultimi anni dalla Corte dei Conti sulla gestione della società, definita in alcuni passaggi “inefficiente”, con osservazioni sull’indebitamento e sull’organizzazione operativa.
L’accesso al credito per le PMI
Parallelamente, però, i sostenitori dell’attuale gestione evidenziano i numeri dell’attività svolta. Secondo i dati diffusi dalla stessa Finlombarda, tra il 2019 e il 2023 sono stati erogati oltre 806 milioni di euro di credito alle imprese lombarde, di cui circa 170 milioni nel solo 2023. Gli interventi hanno riguardato innovazione, sostenibilità, internazionalizzazione, efficientamento energetico e accesso al credito per le PMI.
La stampa economica tende a leggere la riconferma di Mascetti come un segnale di stabilità in una fase complessa per il sistema produttivo lombardo. Diversi osservatori sottolineano infatti che la Lombardia si trova oggi ad affrontare contemporaneamente:
- rallentamento industriale europeo;
- costi energetici elevati;
- transizione tecnologica;
- competizione internazionale;
- necessità di sostenere investimenti in innovazione e AI.
In questo contesto, Finlombarda viene vista come uno degli strumenti finanziari attraverso cui Regione Lombardia può intervenire per facilitare accesso al credito e sostegno agli investimenti.
La posizione politica
Sul piano politico, la figura di Mascetti continua a essere fortemente associata all’area leghista lombarda, e questo non piace a tutti. Già al momento della sua prima nomina nel 2023, diversi media lo avevano descritto come vicino al ministro Giancarlo Giorgetti e alla componente più influente della Lega lombarda.
La maggioranza di centrodestra in Regione Lombardia interpreta la riconferma come la prosecuzione di un percorso volto a rafforzare il ruolo della finanziaria regionale come leva di politica industriale territoriale. In particolare, l’assessorato allo Sviluppo Economico guidato da Guido Guidesi ha più volte sostenuto l’utilizzo di Finlombarda per supportare filiere produttive, innovazione e investimenti strategici.
Le opposizioni
Più critiche alcune componenti dell’opposizione regionale. Negli ultimi mesi diversi consiglieri di centrosinistra hanno richiamato i rilievi della Corte dei Conti e chiesto maggiore trasparenza sui costi di governance e sull’efficacia delle attività della società. Nel dicembre 2025 il Consiglio regionale ha discusso anche un ordine del giorno relativo alla verifica dei compensi erogati agli amministratori di Finlombarda alla luce delle osservazioni dei giudici contabili.
Tra le forze di opposizione emerge soprattutto la richiesta di trasformare Finlombarda in uno strumento più incisivo per sostenere innovazione, startup, transizione ecologica e accesso al credito delle piccole imprese, evitando però che la società venga percepita come un organismo principalmente legato agli equilibri politici regionali.
Dietro la riconferma del Cda si intravede quindi una questione più ampia. Finlombarda non è soltanto una partecipata regionale, ma uno degli strumenti attraverso cui la Lombardia cerca di mantenere il proprio ruolo di principale motore economico italiano in una fase di trasformazione industriale profonda. Il tema del prossimo triennio sarà capire se la finanziaria regionale riuscirà a evolvere da semplice gestore di misure pubbliche a piattaforma finanziaria capace di accompagnare imprese e filiere nelle grandi transizioni tecnologiche, energetiche e produttive che stanno ridefinendo l’economia europea.





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