Sigarette, maxi aumenti in vista: 5 euro a pacchetto. Dove andranno le risorse

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L’inflazione continua a spingere verso l’alto i prezzi al consumo in Italia e, nel caso dei prodotti del tabacco, si somma a rincari già significativi registrati negli ultimi mesi. Nonostante ciò, il numero dei fumatori — soprattutto tra i più giovani — non mostra segnali di diminuzione.

La campagna contro il tabagismo


In questo contesto si inserisce la campagna “5 euro contro il fumo”, lanciata quasi quattro mesi fa con l’obiettivo di contrastare in modo deciso il tabagismo. La proposta è chiara: introdurre per legge un’accisa fissa aggiuntiva di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. L’iniziativa ha già raccolto oltre 40mila firme e si avvicina alla soglia delle 50mila necessarie per presentare in Parlamento un disegno di legge di iniziativa popolare.

Promossa da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, la campagna punta a un duplice obiettivo: da un lato scoraggiare il consumo di nicotina, dall’altro destinare le risorse aggiuntive al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, in particolare per la cura delle patologie oncologiche e croniche. Secondo i promotori, infatti, le malattie legate al fumo generano costi complessivi — diretti e indiretti — pari a circa 26 miliardi di euro. Un aumento di 5 euro potrebbe ridurre i consumi complessivi del 37%. La raccolta firme è aperta ai cittadini maggiorenni attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, tramite SPID, CIE o CNS.

10 milioni di fumatori e 93mila decessi


I dati sul fenomeno restano rilevanti: in Italia si stimano circa 10 milioni di fumatori e ogni anno il tabacco provoca in media 93mila decessi. Numeri che non hanno subito variazioni significative nonostante gli aumenti di prezzo. Parallelamente, cresce l’uso di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato, passato dal 3,9% al 7,4% negli ultimi quattro anni, con una diffusione particolarmente marcata tra i giovani tra i 18 e i 34 anni (16,5%).
Preoccupa anche l’impatto sulla salute femminile: tra il 2003 e il 2017 si è registrato un aumento dell’84,3% dei casi di tumore al polmone tra le donne. Secondo gli esperti, i dispositivi elettronici non rappresentano un’alternativa per smettere di fumare, ma spesso favoriscono un uso combinato con le sigarette tradizionali. Una pratica che, secondo uno studio condotto da ricercatori del Nuovo Galles del Sud e pubblicato sulla rivista Carcinogenesis, quadruplica il rischio di tumore ai polmoni rispetto al consumo esclusivo di sigarette tradizionali, indipendentemente dall’età.

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