Falsi rimborsi, la mail truffa che arriva dall’Agenzia delle Entrate

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Una nuova truffa informatica sta colpendo milioni di italiani proprio in questi giorni. Nelle caselle di posta elettronica di circa due milioni di cittadini è infatti in circolazione una falsa comunicazione che si presenta come proveniente dall’Agenzia delle Entrate e invita a confermare le proprie coordinate bancarie per ottenere un presunto rimborso fiscale. A lanciare l’allarme è Codici Lombardia, associazione impegnata nella tutela dei consumatori nei rapporti con imprese e pubblica amministrazione.

Il caso di pishing

Si tratta di un classico caso di “phishing”, una tecnica fraudolenta che utilizza e-mail apparentemente ufficiali, complete di loghi istituzionali, per indurre le vittime a fornire dati sensibili. Nel messaggio segnalato viene richiesto di inserire rapidamente le proprie informazioni per ricevere un rimborso Irpef relativo all’anno d’imposta 2024. Tra gli elementi che devono far scattare il sospetto vi sono l’urgenza della richiesta e la presenza di link esterni su cui inserire i dati: segnali tipici di un tentativo di truffa.

Codici Lombardia invita quindi i cittadini a non condividere informazioni personali o bancarie e, in caso di dubbi, a rivolgersi direttamente agli uffici competenti. “È fondamentale ricordare che comunicazioni di questo tipo non avvengono con modalità così dirette e informali”, sottolinea Davide Zanon, segretario regionale dell’associazione. “Per questioni fiscali, il contribuente viene contattato attraverso canali ufficiali previsti dalla normativa, come la posta elettronica certificata, l’area riservata dei portali istituzionali o tramite il proprio consulente fiscale. Nessuno dovrebbe mai inserire dati bancari cliccando su link ricevuti via e-mail senza averne verificato l’autenticità”.

Il periodo della dichiarazione dei redditi rappresenta un terreno particolarmente favorevole per i truffatori, che sfruttano l’attesa di eventuali rimborsi per rendere più credibili i propri raggiri.

Individuate 9 campagne di pishing

A conferma del fenomeno, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che tra il 2 gennaio e il 23 marzo sono state individuate nove campagne di phishing. In questi casi, i malintenzionati si fingono enti istituzionali, banche o altri soggetti affidabili per spingere gli utenti a inserire i propri dati su siti contraffatti.

Alla luce delle recenti segnalazioni, Codici Lombardia ha inviato una PEC all’Agenzia delle Entrate chiedendo un intervento tempestivo e una comunicazione capillare rivolta a tutti i contribuenti, al fine di prevenire ulteriori raggiri.

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