Caro energia, estate rovente: bollette su e prezzi record dell’elettricità. Perché l’Italia paga di più di altri paesi
Si conferma l’impennata dei costi energetici per le famiglie italiane. L’Autorità di regolazione (Arera) ha aumentato del 9,7% le tariffe del gas, portando la spesa media annua a 1.478 euro. Sommando i circa 633 euro per l’elettricità, il conto per un utente vulnerabile supera i 2.100 euro.

Anche il mercato libero registra rialzi
Il 5 agosto 2026 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia raggiunge i 207,84 €/MWh: massimo dell’anno e livello più alto da fine 2022. Nelle ore di punta il prezzo unico nazionale tocca i 310 €/MWh. Gli aumenti si rifletteranno rapidamente sui contratti indicizzati, mentre l’impatto sarà più graduale sulle offerte a prezzo aggiornato periodicamente.
Alla base del rincaro c’è l’incontro tra domanda elevata, spinta dal caldo e dall’uso dei condizionatori, e una produzione insufficiente. Le rinnovabili coprono poco più di un terzo del fabbisogno e soffrono per il calo dell’idroelettrico e la scarsa produzione eolica estiva, lasciando maggiore spazio alle centrali a gas, che determinano il prezzo.
L’elettricità costa quasi il doppio rispetto a Germania e molto più che in Francia e Spagna
Il fenomeno riguarda tutta l’Europa, ma l’Italia resta il Paese più colpito: l’elettricità costa quasi il doppio rispetto alla Germania e molto più che in Francia e Spagna. Pesano la forte dipendenza dal gas (oltre il 40% della produzione) e la necessità di importare energia. Una combinazione di fattori che amplifica gli aumenti e configura una vera e propria “tempesta perfetta” per il mercato italiano.





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