Gran Bretagna, stop ai social per i minori di 16 anni. Piattaforme bloccate e guerra alle Big Tech
Il governo britannico si prepara a introdurre un divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni, insieme a nuove restrizioni per le piattaforme di gaming e livestreaming. L’annuncio è arrivato dal primo ministro Keir Starmer, che ha definito la misura come uno degli interventi più incisivi a livello globale in materia di regolamentazione online.

Tutelare i giovani e riequilibrare il rapporto di forza con i Big tech
Secondo Starmer, la riforma rappresenta un passo fondamentale per tutelare i più giovani nello spazio digitale e riequilibrare il rapporto di forza con le grandi aziende tecnologiche. “È chiaro per me che un divieto totale sia la scelta giusta”, ha dichiarato durante una conferenza stampa.
Il premier ha sottolineato come il provvedimento possa avere effetti significativi anche sul piano sociale e familiare, modificando il dialogo tra genitori e figli e le aspettative delle nuove generazioni. “Renderà i nostri figli più sicuri, più felici e offrirà loro più tempo e libertà per crescere”, ha aggiunto.
Oltre al blocco di piattaforme come TikTok, Snapchat e Instagram, il piano prevede interventi mirati anche sui servizi che consentono ai minori di interagire con sconosciuti, in particolare nel gaming online e nelle dirette streaming.
“Nel mondo reale non lascereste mai vostro figlio con un adulto sconosciuto. Non c’è motivo per cui ciò debba avvenire online”, ha spiegato Starmer.
Il governo dispone già degli strumenti normativi per avviare il percorso legislativo: una proposta di legge è attesa entro la fine dell’anno, mentre l’entrata in vigore del divieto potrebbe avvenire già dalla prossima primavera.





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