Intesa Usa-Iran, petrolio in calo dopo l’annuncio della riapertura di Hormuz. Che cosa succede ora
Accelerano le vendite sul mercato petrolifero dopo l’annuncio dell’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran e la prospettiva sempre più concreta della riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale.

Brent e WTI in forte calo
Il Brent con consegna ad agosto registra un calo del 4,1%, scendendo a 83,7 dollari al barile, mentre il WTI di luglio perde il 4,7% a 80,9 dollari.
A innescare la flessione è stata la conferma dell’intesa tra Washington e Teheran, arrivata nella serata di ieri. A darne notizia è stato il presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato la conclusione dell’accordo con toni trionfalistici.
“L’accordo con l’Iran è ormai concluso. Congratulazioni a tutti: navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra, autorizzo la piena apertura al transito di Hormuz e la rimozione del blocco navale degli Stati Uniti”, ha dichiarato Trump.
Intesa Usa-Iran ufficializzata venerdì 19 giugno
L’intesa sarà ufficializzata venerdì 19 giugno a Ginevra. Il presidente ha inoltre precisato che, con la firma dell’accordo e la successiva rimozione delle mine, il flusso di petrolio tornerà regolare “da entrambe le estremità” dello Stretto.
L’intesa prevede la riapertura del passaggio strategico di Hormuz, snodo da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, che era rimasto fortemente limitato durante il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran iniziato a fine febbraio.
L’annuncio ha spinto gli operatori a ridurre il premio di rischio geopolitico accumulato nei mesi precedenti, mentre cresce l’ipotesi di un ritorno graduale dei flussi energetici dalla regione del Golfo Persico.





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