Urbanistica milanese. Il Tribunale del Riesame sblocca lo spazio di via Zecca Vecchia

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La decisione del Tribunale del Riesame di annullare il sequestro del cantiere di via Zecca Vecchia rappresenta uno sviluppo importante in una delle inchieste più delicate sull’urbanistica milanese, anche se il procedimento penale tuttora in corso non permette di riprendere i lavori, né qui, né il altri cantieri di Milano, creando un paradosso incomprensibile e un danno economico sempre maggiore.

Per capire il significato della decisione bisogna fare un passo indietro. A fine aprile la Guardia di Finanza aveva sequestrato il cantiere situato nel cuore delle Cinque Vie, a pochi passi da piazza San Sepolcro, dove la società Ca Thorr srl sta aspettando il permesso di costruzione, per realizzare un hotel da 199 camere. Il sequestro era stato disposto dal gip Mattia Fiorentini nell’ambito di un’indagine coordinata dalla pm Marina Petruzzella e dall’aggiunto Paolo Lelo che ipotizza reati quali lottizzazione abusiva e falso. Secondo l’accusa, attraverso una serie di atti ritenuti illegittimi sarebbe stato possibile realizzare un intervento edilizio con aumento delle volumetrie in un’area di particolare rilevanza storica e archeologica, identificata dagli investigatori come parte dell’antico foro della Milano romana. In realtà era tutto assolutamente regolare e la società cicomunica che si riserva di dimostrare la regolarità edilizia conforme a quanto già sottoscritto dal Comune con la convenzione firmata tra le parti il 4 agosto 2023.

Per quanto si rferisce agli scavi Archeologici, questi sono stati seguiti a passo a passo dalla Sopraintendenza. E i ritrovamenti assolutamente intatti, pochi purtroppo, sono ovviamente stati prelevati direttamente dalla Sopraintendenza.

Le principali testate milanesi e nazionali hanno dato grande risalto alla vicenda. Il Corriere della Sera ha sottolineato come la Procura contesti una serie di “atti falsi” che avrebbero consentito la costruzione dell’albergo in assenza del necessario piano attuativo e in violazione dei limiti edificatori. Nell’inchiesta risultano indagate 39 persone tra imprenditori, professionisti ed ex dirigenti comunali.

La Repubblica ha evidenziato invece il valore archeologico dell’area, ricordando che durante gli scavi erano emersi reperti di notevole interesse storico e che secondo gli inquirenti il progetto sarebbe stato portato avanti attraverso un complesso sistema di autorizzazioni considerate irregolari. Cosa che non è stata mai dimostrata.

Anche ANSA, Fanpage e Il Giorno hanno riportato la tesi accusatoria secondo cui il Comune avrebbe consentito, attraverso la propria inerzia, l’occupazione di uno spazio che i documenti urbanistici avrebbero destinato alla fruizione pubblica in ragione della sua importanza storica e archeologica. Anche qui si è creato un assurdo: la magistratura ha ipotizzato l’esistenza di documenti precedenti che contrasterebbero con le concessioni edilizie degli ultimi anni, ma questi fantomatici documenti non sono mai stati prodotti da nessuno. Intanto a Milano l’edilizia langue.

La novità di queste ore è che il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della difesa e disposto la restituzione dell’area alla proprietà. Al momento, tuttavia, non risultano ancora pubblicate integralmente le motivazioni del provvedimento. Questo aspetto è cruciale, perché il Riesame potrebbe aver ritenuto insussistenti i presupposti cautelari del sequestro senza necessariamente esprimersi sul merito delle contestazioni penali.

Si tratta di una situazione già vista in altre vicende dell’urbanistica milanese. Lo stesso Il Giorno ricorda che il Tribunale del Riesame aveva in precedenza dissequestrato il progetto Unico Brera in via Anfiteatro pur lasciando aperta l’inchiesta della Procura.

La vicenda assume inoltre una particolare rilevanza perché riguarda un’area estremamente sensibile dal punto di vista storico. Come evidenziato dal Corriere della Sera e da Urbanfile, il lotto occupato dall’ex Garage Sanremo si trova nel cuore della Mediolanum romana, in prossimità dell’antico foro cittadino.

In quest’area non era assolutamente previsto di fare una ristrutturazione edilizia, bensì una nuova costruzione, in difetto di volumetria rispetto agli immobili che c’erano in passato, del vecchio tessuto urbano che insisteva su zecca vecchia prima che il Duce la demolisse per ampliare “la casa del Duce”. Poi scoppiò la seconda guerra mondiale e l’area non fu mai ricostruita lasciando una ferita aperta in uno dei punti più delicati del centro storico della città.
Tant’è che ci fu da quel dì un garage (appunto il Garage Sanremo) posticcio in attesa che il Comune decidesse come riqualificare l’area.
Indicendo l’asta, otto anni fa, il Comune finalmente attraverso un bando, deliberò le regole per ricostruire l’area.

Per questo motivo il caso viene osservato con attenzione non solo dagli operatori immobiliari, ma anche dagli urbanisti, dagli archeologi e dagli amministratori pubblici. La decisione del Riesame rappresenta certamente una vittoria processuale per la società proprietaria, ma il procedimento principale rimane aperto e le contestazioni della Procura non risultano archiviate. Saranno le motivazioni del Riesame e gli sviluppi dell’inchiesta a chiarire se il dissequestro rappresenti un semplice ridimensionamento delle misure cautelari o un segnale più profondo di smantellamento dell’impianto accusatorio che sta interessando numerosi progetti immobiliari milanesi.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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