Easyjet accetta l’offerta di Castlelake. Analisti perplessi e rischio smembramento
EasyJet vola in Borsa a Londra dopo l’accordo preliminare con Castlelake, la società di investimento statunitense che ha convinto la compagnia low cost con la sua quinta proposta di acquisizione, portando il valore complessivo a 5,5 miliardi di sterline. Intorno alle 11:30, il titolo EasyJet registra un rialzo del 10,34% a 615,90 pence, il migliore tra i componenti dello Stoxx Europe 600, pur restando al di sotto del prezzo offerto.

Che cosa prevede l’accordo
La compagnia ha comunicato domenica che il consiglio di amministrazione ha raggiunto un’intesa sui principali termini di un’offerta pubblica di acquisto indicativa da 6,90 sterline per azione in contanti, con un’opzione alternativa parziale in azioni non quotate. Il prezzo incorpora un premio del 24% rispetto alla chiusura di venerdì.
Il “corteggiamento” iniziato a giugno
Castlelake aveva manifestato interesse per EasyJet all’inizio di giugno, aumentando progressivamente le offerte: dalle iniziali 5,60 sterline per azione, salite poi a 6, 6,25 e 6,50 sterline, tutte respinte, fino alla proposta finale da 6,90 sterline che ha portato all’accordo. Dalla prima offerta, il titolo ha guadagnato circa il 40%, mentre da inizio anno il rialzo si attesta intorno al 21%. EasyJet ha sottolineato che i termini finanziari raggiunti consentono al board di raccomandare l’offerta agli azionisti.
Nella quinta e ultima proposta, Castlelake si è impegnata a fare “del proprio meglio” per ottenere le necessarie autorizzazioni e a sostenere la strategia di crescita e il programma di modernizzazione della flotta della compagnia.
Analisti perplessi
Permangono tuttavia alcune perplessità tra gli analisti. JPMorgan evidenzia criticità legate al rispetto dei requisiti di proprietà previsti dall’Unione europea, che impongono il controllo maggioritario da parte di cittadini Ue per le compagnie aeree operative nell’area. In precedenza, Castlelake aveva indicato una struttura in cui avrebbe detenuto il 49% del veicolo di acquisizione, con la restante quota in mano a due cittadini europei, tra cui Peter Bellew, ex amministratore delegato di Malaysia Airlines ed ex direttore operativo di EasyJet, e il dirigente Mark Breen.
Il rischio smembramento
Gli analisti segnalano inoltre che, sebbene il prezzo sia in linea con le aspettative del mercato, l’approvazione degli azionisti non è scontata, anche alla luce della possibile emergenza di offerte concorrenti. Più critico il giudizio di Bernstein, secondo cui l’esperienza di Castlelake nel leasing aeronautico potrebbe preludere a uno smembramento della compagnia, con la cessione degli asset più pregiati.
Secondo questa lettura, la flotta di circa 200 aeromobili, il portafoglio ordini Airbus, gli slot aeroportuali e il business EasyJet Holidays potrebbero essere distribuiti tra i principali vettori europei, con parte degli ordini potenzialmente rilevata da compagnie extraeuropee. Un’operazione che, secondo Bernstein, finirebbe per favorire soprattutto altri operatori del settore, in particolare le compagnie low cost e il gruppo britannico Jet2.
EasyJet aveva in precedenza respinto le prime quattro offerte di Castlelake, definendole tentativi opportunistici di acquisizione a prezzi non congrui e sollevando dubbi sulla struttura di governance proposta.
In base alla normativa britannica sulle operazioni di fusione e acquisizione, Castlelake dovrà ora formalizzare l’offerta entro il 3 agosto, oppure ritirarsi.





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