Auto elettrica, 100 km costano circa 6 euro ricaricando a casa

La notizia in sintesi
- La ricarica domestica offre il maggiore risparmio energetico, anche senza pannelli fotovoltaici.
- Nelle simulazioni, percorrere 100 chilometri costa circa 6 euro ricaricando a casa.
- Le colonnine pubbliche a tariffa piena possono ridurre drasticamente il vantaggio rispetto a benzina e diesel.
- Il confronto energetico non comprende acquisto, manutenzione, assicurazione, tassazione e svalutazione dell’auto.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Auto elettrica, il risparmio dipende soprattutto da dove si ricarica
L’auto elettrica mantiene un vantaggio sui costi energetici rispetto a benzina e diesel soprattutto quando viene ricaricata a casa, anche senza fotovoltaico. Il confronto sulle tariffe italiane, basato sulle rilevazioni di Adiconsum e TariffEV di maggio 2026 e sui riferimenti domestici del secondo trimestre 2026, mostra invece margini molto più ridotti utilizzando prevalentemente le colonnine pubbliche. La ragione è la forte differenza tra il prezzo dell’elettricità domestica e quello della ricarica pubblica, che può assorbire buona parte del risparmio rispetto ai carburanti.
Le analisi riportate dal Corriere della Sera e dal Giornale di Vicenza convergono quindi sulla necessità di confrontare il costo per chilometro, non litri e kilowattora.
Quanto costano 100 chilometri tra casa, colonnine e carburanti
La simulazione del Giornale di Vicenza considera un’elettrica da 18 kWh per 100 chilometri e una tariffa domestica complessiva di 0,30 euro/kWh. Applicando la maggiorazione ipotizzata del 10% per le perdite di ricarica, la spesa raggiunge circa 5,94 euro per 100 chilometri. Con consumi ipotetici di 6,5 litri per la benzina e 5,5 per il diesel, ai prezzi di riferimento rispettivamente di 2,15 e 2,33 euro/litro, il confronto sale a circa 14 e 12,8 euro.
Alle colonnine, il monitoraggio Adiconsum-TariffEV di maggio 2026, su 439 tariffe, rileva medie di 0,63 euro/kWh in AC e 0,75 in DC e HPC. Per la stessa elettrica significano 11,34 e 13,50 euro ogni 100 chilometri, questa volta senza conteggiare le dispersioni. Sono esempi comparativi, non costi universali: cambiano con consumi, contratti e offerte.
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L’analisi riportata dal Corriere della Sera registra inoltre aumenti contenuti per le ricariche AC, riduzioni per le DC e stabilità delle HPC. Mauro Vergari, responsabile dell’area studi e mobilità elettrica di Adiconsum, attribuisce questa dinamica anche a concorrenza, promozioni e utilizzo delle infrastrutture: i prezzi pubblici non seguono proporzionalmente quelli dell’energia all’ingrosso.
Il vantaggio energetico non basta per scegliere l’auto
Antonio Sileo, direttore del programma Sustainable Mobility della Fondazione Eni Enrico Mattei, avverte che ulteriori aumenti dell’energia potrebbero riflettersi sui prezzi finali, pur riconoscendo la convenienza della ricarica domestica. Per chi dipende dalla rete pubblica, scegliere operatori e offerte diventa quindi decisivo. Il risparmio energetico, però, non coincide con il costo complessivo dell’automobile.
Prima dell’acquisto vanno considerati anche incentivi, manutenzione, assicurazione, tassazione e svalutazione: i conti sulla ricarica descrivono soltanto una parte della convenienza economica.
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