Lombardia perde 4.957 bar: il calo supera la media nazionale

La notizia in sintesi
- In Lombardia, tra il 2019 e il 2025, chiusi 4.957 bar: il calo supera la media italiana.
- Milano registra la perdita assoluta maggiore; Sondrio presenta la contrazione percentuale più elevata.
- Costi, minore potere d’acquisto e nuove abitudini di consumo pesano sulle attività.
- Confesercenti chiede condizioni favorevoli a nuove imprese, innovazione e ricambio generazionale.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Bar in Lombardia, quasi cinquemila chiusure tra il 2019 e il 2025
In Lombardia, tra il 2019 e il 2025, sono stati chiusi 4.957 bar: una contrazione del 17,5%, superiore al calo nazionale del 14,2%. Lo studio dell’Ufficio economico di Confesercenti, basato sui dati Infocamere, descrive una perdita media di due esercizi al giorno e indica Milano come la provincia con il maggior numero di chiusure. Il fenomeno si lega all’aumento dei costi di gestione e alla riduzione dei consumi delle famiglie, ma riguarda anche la tenuta dei luoghi di incontro nei quartieri, in un settore segnato dal Covid e dal lavoro da remoto.
Una crisi economica che incide dunque anche sulla socialità delle comunità.
Le province più colpite e le pressioni sui bilanci
Milano perde 1.828 bar in sei anni, seguita dalle province di Brescia, con 672 attività in meno, e Monza, con 293; in termini percentuali il calo maggiore riguarda Sondrio (-29,1%), davanti a Lecco (-20,7%) e Mantova (-18,9%). La contrazione segue una precedente espansione dell’offerta: in Lombardia i bar erano circa 21mila nel 2006 e sono diventati 28mila nel 2019. Energia, materie prime e affitti più onerosi si sommano alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie, comprimendo i margini delle attività e la capacità di spesa dei clienti.
Il Covid e il lavoro da remoto hanno inoltre modificato abitudini, flussi nei centri urbani e occasioni di consumo, mentre alcuni bar cambiano licenza per ampliare l’attività, intercettando anche la domanda di pranzi fuori casa. Per Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale, la perdita non è soltanto commerciale: “Quando chiude un bar perdiamo anche un pezzo della nostra quotidianità e della nostra identità”. La sua lettura collega economia, lavoro e turismo alla funzione sociale dei pubblici esercizi: la desertificazione riduce anche la disponibilità di spazi nei quali una comunità può incontrarsi e mantenere relazioni quotidiane.
Innovazione e ricambio generazionale: le richieste del settore
Andrea Mattia Maggioni, vicepresidente nazionale di Fiepet Confesercenti, richiama la capacità dei bar di rinnovare l’offerta e curare la qualità, nonostante l’equilibrio economico più difficile. Per attività ad alta intensità di lavoro e con scontrini medi contenuti, chiede condizioni che consentano nuove aperture, innovazione e ricambio generazionale. A questo obiettivo si affianca la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti, che, come ricorda Barbara Quaresmini, riguarda anche la somministrazione: una risposta alla contrazione della rete dei pubblici esercizi.
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