Nautica italiana, fatturato record a 8,72 miliardi nel 2025

La notizia in sintesi
- La nautica italiana raggiunge nel 2025 un fatturato record di 8,72 miliardi di euro, in crescita dell’1,4%.
- Alto di gamma ed esportazioni sostengono il settore, mentre la piccola nautica registra una seconda contrazione consecutiva.
- Gli addetti diretti salgono a 32.420; l’intera filiera conta circa 170.000 occupati.
- Per rafforzare la competitività, il settore chiede semplificazioni, spazi produttivi e formazione nelle professioni manuali.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Nautica italiana, fatturato record ma crescita diseguale nel 2025
La nautica italiana ha chiuso il 2025 con un fatturato record di 8,72 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% sul 2024. I dati sono stati presentati il 30 settembre 2026 a Genova, nell’anteprima del 66° Salone Nautico Internazionale, attraverso il rapporto «La Nautica in Cifre», realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica con Fondazione Edison e IULM COMAR. Il confronto, moderato da Andrea Bignami di Sky TG24 Economia, ha evidenziato un settore sostenuto dall’alto di gamma e dall’export, mentre la piccola nautica soffre l’incertezza internazionale.
Per il presidente Piero Formenti, le difficoltà della classe media spiegano questa divaricazione, non riconducibile soltanto al budget.
Export e superyacht sostengono il settore, piccole imbarcazioni ancora in difficoltà
Il rapporto indica una produzione nazionale della cantieristica di 5,47 miliardi di euro, in aumento dello 0,5%, con le unità entrobordo a +1,3% e difficoltà persistenti per fuoribordo, imbarcazioni pneumatiche e vela. Le esportazioni valgono 4,4 miliardi, crescono del 2,6% e assorbono il 90% della produzione cantieristica; l’Italia conta inoltre 568 superyacht in ordine, confermando la leadership mondiale. Gli accessori e gli equipaggiamenti raggiungono 2,03 miliardi di fatturato, mentre gli addetti diretti salgono a 32.420, il 3% in più, con circa 170.000 occupati nell’intera filiera.
Stefano Pagani Isnardi, direttore dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, distingue la tenuta delle produzioni di fascia alta e delle forniture per superyacht dalla seconda contrazione consecutiva della piccola nautica. Marco Fortis, direttore e vicepresidente di Fondazione Edison, lega la competitività a distretti specializzati: quasi il 90% del fatturato cantieristico si concentra in cinque poli, oltre metà tra Liguria e Toscana. Il record aggregato non descrive quindi una ripresa uniforme: le vendite internazionali e le produzioni di maggior valore sostengono il risultato complessivo, senza cancellare le difficoltà dei segmenti più esposti all’incertezza economica e sociale.
Le prospettive: nuovi acquisti, spazi per i cantieri e formazione
Per il 2026, Stefano Pagani Isnardi esprime fiducia in un ritorno agli acquisti o alla rimotorizzazione, anche grazie ai saloni autunnali. Marina Stella, direttrice generale di Confindustria Nautica, chiede semplificazioni normative e più spazi per consentire ai cantieri di rispondere alla domanda. Sul lavoro, Marco Fortis segnala la mancanza di una scuola delle professioni manuali: la crescita degli occupati rende la formazione un tema concreto per una filiera che punta a rafforzare competenze e capacità produttiva.
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