Euro sotto pressione nell’ultimo giorno di Draghi

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La riunione di oggi della BCE verrà ricordata soprattutto come la cerimonia di passaggio del testimone del Presidente uscente, Mario Draghi, le cui ultime parole dopo otto anni da Governatore centrale europeo saranno ascoltate con la massima attenzione. In aggiunta, la tedesca Isabel Schnabel verrà cooptata all’interno del board in sostituzione della dimissionaria Sabine Lautenschläger. Tematiche quali la durata della nuova estensione concessa dall’Europa alla Brexit, i timori della Commissione sul piano di tagli fiscali promossi in Francia e sulla manovra Finanziaria appena approvata dal governo italiano, nonchè i rischi connessi con gli imminenti colloqui tra Usa ed Europa dovrebbe mantenere alta l’attenzione degli investitori. Di conseguenza, l’Euro dovrebbe rimanere sotto pressione almeno per il momento.

Pertanto, il meeting dei banchieri centrali dovrebbe scorrere via piuttosto liscio dopo il consistente pacchetto di misure annunciate a settembre che, a seguito di un taglio dello 0.10%, ha ridotto il Deposity Facility Rate al meno 0,50% introducendo nel contempo un nuovo round di QE al ritmo di 20 miliardi di acquisti al mese a partire dalla prossima settimana. Nonostante la pubblicazione delle minute dell’ultima riunione abbiano confermato come questa decisione sia stata presa a maggioranza, sembrerebbe che un terzo dei diciannove membri, inclusi i banchieri centrali di Francia e Germania che rappresentano i due maggiori Paesi dell’area Euro, abbiano espresso la loro contrarietà. L’ingrossarsi delle file degli oppositori alla politica perseguita dalla BCE di Draghi, la cui legittimità rischia di venire messa in discussione dalla pubbilca opinione e dalla politica dei singoli Paes,i rappresenta certamente un viatico faticoso per la moneta unica, Sebbene le previsioni di una fine della politica monetaria degli stimuli da parte della banca centrale dovrebbe essere un elemento a supporto di un rafforzamento dell’euro, un ulteriore puntello potrebbe arrivare dall’accelerazione dello stimolo fiscale all’interno del blocco. Pur tuttavia, tale misura sembrerebbe già partire zoppa ad una prima considerazione, considerate le ultime reazioni negative della Commissione al nuovo deficit di bilancio al 2,20% presentato dal Governo italiano e al piano di riduzione fiscale da 9 miliardi avanzato in Francia. Ad ogni qual modo, crediamo che l’entrata in scena di Christine Lagarde possa convincere gli altri leader europei ad adottare politiche più rilassate riguardo le regole di spesa corrente. Sebbene poi ulteriori misure di allentamento monetario non possano essere escluse del tutto, specie guardando il dato inflattivo di settembre (0,80%) ai minimi degli ultimi tre anni e la monotonia dello scenario sullo scacchiere commerciale internazionale, riteniamo che la BCE non avrà molto da offrire.