Debito subordinato, come convivere col Covid-19

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A differenza di quanto successe nella crisi finanziaria del 2007-2008, le banche non hanno “colpe” per il Covid-19! Al contrario, esse svolgono un ruolo cruciale: quello di continuare a prestare denaro, per finanziare l’economia reale. E per contrastare lo choc economico e finanziario senza precedenti a cui stiamo assistendo, i legislatori e i regolatori europei hanno concesso agli istituti di credito misure di supporto mai viste prima. Misure che sono favorevoli a chi investe nel debito subordinato. L’epoca delle regole punitive è ormai passata e quello bancario è uno dei settori che dovrebbe ricevere in via prioritaria un robusto supporto.

Il debito bancario subordinato AT1 ha fatto registrare una ripresa significativa delle performance nel corso del terzo trimestre del 2020 grazie a tassi sui debiti sovrani dei Paesi periferici in via di stabilizzazione. I risultati rassicuranti pubblicati nel secondo trimestre e la ripresa di fusioni e acquisizioni (ad esempio quelle fra UBI Banca e Intesa San Paolo e fra Bankia e CaixaBank) dovrebbe consolidare ulteriormente il settore. In alternativa, il debito subordinato ibrido di aziende non finanziarie ha ottenuto performance meno brillanti a causa di valutazioni più costose e delle incertezze che circondano la forza della ripresa economica dell’Europa. Ciononostante e a dispetto del persistere dei timori macro-economici e politici ( pandemia,  Brexit, un esito travolgente delle elezioni USA), riteniamo che il sostegno incrollabile delle banche centrali attraverso misure di supporto quantitativo molto robuste protegga ampiamente il mercato del debito subordinato europeo. Permane il rischio della volatilità, ma l’effetto carry, in un contesto di tassi di interesse molto bassi, offre un ottimo trampolino di lancio per la ripresa.

Il segmento dei Coco, rispetto al segmento dell’High Yield europeo, è a nostro parere ben posizionato e offre un buon potenziale di rendimento. Se osserviamo gli indici Bloomberg Barclays al 22 settembre, i Coco denominati in euro hanno un rendimento medio del 6,1% contro il rendimento medio del 4,7% dell’High Yield europeo. Riteniamo che questo gap di valutazioni non rifletta le differenze di fondamentali fra questi due segmenti. Il debito bancario subordinato beneficia di un supporto del regolatore forte e senza precedenti, mentre parte del mercato High Yield continua a soffrire a causa dei timori su un aumento dei tassi di default, soprattutto per quanto riguarda i settori ciclici.

A dispetto dei buoni fondamentali e dei fattori tecnici di supporto, il debito subordinato purtroppo non è immune dai rischi macroeconomici e dalla volatilità del mercato. Fino a che la crisi sanitaria non tornerà sotto controllo, il ritorno alla “normalità” potrà essere solo graduale e i mercati dovranno sopportare alcuni scossoni durante il percorso.

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