Il rifugio offerto dall’oro durante la burrasca delle banche

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Gli investitori guardano all’Oro dopo il crollo della SVB. I mercati finanziari sono andati in tilt alla notizia dell’implosione della Silicon Valley Bank (SVB). Nonostante le mosse decisive della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) e della Federal Reserve (Fed), la fiducia del mercato è stata scossa e si è assistito a una fuga verso asset più sicuri. La domanda di titoli di Stato è aumentata notevolmente, facendo scendere i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni dal 4,0% del 9/3/2023 al 3,4% (17/03/2023). Allo stesso tempo i prezzi dell’oro sono aumentati dell’8,7%. La rapidità dei movimenti dell’oro indica che la fuga verso la sicurezza non è stata ostacolata da importanti problemi di liquidità. Molto spesso, nelle prime fasi di stress dei mercati finanziari, gli investitori vendono l’oro per raccogliere liquidità e far fronte a richieste di margini su posizioni a termine in altri asset o per altre esigenze di liquidità. L’attuale crisi sembra diversa visto che non ci sono tangibili segnali di panico nella vendita di oro e questo potrebbe essere indicativo del fatto che le tensioni in alcune parti del settore bancario siano in realtà di natura idiosincratica. Ciononostante, gli investitori si sono ricordati che gli eventi inattesi si verificano con una frequenza maggiore di quanto auspichino e hanno cercato di ricostruire posizioni difensive che aiutino a coprirsi da ulteriori turbolenze.

Fonte: Bloomberg, WisdomTree. Dal 1 Gennaio 2023 al 20 Marzo 2023. I risultati storici non sono indicativi di quelli futuri e gli investimenti possono diminuire di valore.

Le preoccupazioni su Credit Suisse aumentano la voglia di coperture difensive degli investitori

La debacle del Credit Suisse, che si è sviluppata rapidamente sulla scia di SVB, evidenzia che quando la fiducia vacilla in una parte del settore bancario può facilmente diffondersi. Tutte le banche, i detentori di depositi, i broker e gli istituti di credito con metriche deboli sono sotto il microscopio. La linea di salvataggio offerta dalla Banca Nazionale Svizzera il 16 marzo ha placato i timori dei mercati solo per un breve periodo, prima che il regolatore svizzero sentisse il bisogno di orchestrare un’acquisizione da parte di UBS per salvare l’istituto. Nel frattempo, però, sono stati spazzati via 17 miliardi di dollari di obbligazioni Credit Suisse (soprattutto AT1). Ciò ha spinto ulteriormente gli investitori a cercare beni rifugio e a riesaminare la rischiosità dei propri asset.

L’oro si “prende una pausa” per capire la situazione

Nella mattinata del 20 marzo 2023, l’oro ha toccato un massimo intraday di US$2009/oz poco prima delle 8 del mattino (ora del Regno Unito), in netto rialzo rispetto alla chiusura di giovedì 16 marzo 2023 di US$1920/oz, segnando il valore più alto dall’8 marzo 2022 (cioè quando era scoppiata da poco la guerra in Ucraina). Tuttavia, alle 11.30, tutti i guadagni ottenuti da venerdì 17 marzo sono stati restituiti l’oro oscillava a intorno ai 1983 dollari.

L’inasprimento o l’allentamento della politica monetaria potrebbero essere interpretati come un errore politico. L’oro serve come copertura. Lo scorso 16 marzo la Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi di interesse di 50 punti base , una mossa coraggiosa visto il fragile stato di fiducia del mercato. Tuttavia, a fronte di commenti di allentamento, i mercati si aspettano meno rialzi dei tassi in futuro e ritengono che il rialzo di 50 punti base sia stato effettuato solo perché la BCE ha ritenuto di essersi preimpegnata e che qualsiasi rialzo più contenuto segnalerebbe che le condizioni sono peggiori di quanto previsto dal mercato. L’Euro si è apprezzato rispetto al dollaro e il paniere del dollaro si è deprezzato, fornendo ulteriore sostegno all’oro in termini di dollari.

Sebbene non sia ancora chiaro se la Federal Reserve deciderà di modificare la propria politica monetaria in anticipo (si noti che la riunione del Federal Open Committee si terrà il 21 e 22 marzo), gli investitori stanno cercando di proteggersi con beni durevoli. Se la Fed non ammorbidisce la sua posizione da falco, rischia di trasformare un problema di liquidità bancaria in una recessione, poiché la propensione al rischio e la fiducia sono state colpite. Se invece la Fed agisce ponendo fine all’inasprimento o interrompendo prematuramente il ciclo di rialzi, l’intervento monetario della banca centrale si protrarrà più a lungo. In ogni caso, è probabile che l’oro ne tragga vantaggio. L’oro tende a fare bene nelle recessioni ed è visto come l’antitesi delle valute fiat create dalle banche centrali.

I guadagni dell’oro sono ben supportati

Ci aspettiamo quindi che l’oro mantenga i guadagni della scorsa settimana in questo periodo di turbolenza. Il rischio principale a breve termine per l’oro in questa fase non è la rapida ripresa della fiducia del mercato, ma un crollo più ampio del mercato che potrebbe spingere a vendere l’oro per raccogliere liquidità per far fronte ad altri obblighi (come le richieste di margine). In questo scenario, è probabile che l’oro si riprenda col tempo, poiché altri investitori acquisteranno il metallo per rafforzare le loro coperture difensive.