Previsioni Banca Centrale Europea: Nessuna variazione attesa a luglio, a settembre si entrerà nel vivo della politica monetaria

-

Giovedì la BCE manterrà invariata la politica monetaria, dopo aver avviato il ciclo di riduzione dei tassi il mese scorso. La prossima riunione sarà a settembre, dove ci aspettiamo un secondo taglio di 25 punti base. Nel frattempo verranno pubblicati due dati sull’inflazione e il dato sul costo unitario del lavoro del secondo trimestre. Le sorprese al rialzo potrebbero causare un posticipo. Manteniamo la nostra visione di una frequenza trimestrale dei tagli, che porterebbe il tasso di deposito al 3,25% entro la fine del 2024 e al 2,25% entro la fine del 2025.

L'impresa potenziata - evento Datamoney 25 novembre 2026, iscriviti, ingresso gratuito + 2 biglietti concerto in regalo

Si prevede che giovedì la Banca centrale europea (BCE) manterrà invariati i tassi di interesse ed è improbabile che dalla riunione emergano novità di rilievo. Detto questo, ci sarà un aggiornamento sulle prospettive dell’attività economica e dell’inflazione rispetto a giugno. Riteniamo che, se non altro, un taglio a settembre sia leggermente più probabile rispetto a sei settimane fa. Sebbene a giugno l’inflazione si sia mossa lateralmente in termini annuali, soprattutto a causa dell’elevata inflazione dei servizi, lo slancio della crescita ha deluso (ad esempio, si veda la produzione industriale tedesca e il PMI dei servizi dell’area dell’euro) e un’inflazione statunitense più debole rendono più probabile un taglio della Fed per settembre.

In ultima analisi, il ritmo dell’allentamento dipenderà dalla traiettoria prevista per l’inflazione dei servizi, che la BCE ritiene sia guidata principalmente dalla crescita dei salari. Nel 1° trimestre la retribuzione per dipendente è cresciuta del 5,1% su base annua, sostanzialmente in linea con le previsioni di giugno della BCE. Il Presidente Lagarde, a Sintra, ha attribuito la maggior parte di questa crescita agli effetti di catch-up e ai pagamenti una tantum in Germania e si aspetta una significativa moderazione nei prossimi trimestri, in linea con i dati delle rilevazioni. Detto questo, le indagini mensili sulle retribuzioni sono state contrastanti nelle ultime sei settimane, con l’indicatore dei salari di fatto che ha riaccelerato, ma la crescita delle retribuzioni mensili negoziate in Germania è rallentata nel 2° trimestre. Le indagini segnalano ancora un rallentamento della crescita salariale al di sotto del 4% entro la fine dell’anno, che aprirebbe la strada al raggiungimento dell’obiettivo di inflazione del 2% nel 1° semestre del 2025.

Ci sono tre indicatori principali da tenere d’occhio da qui a settembre. I primi due sono i dati flash sull’inflazione di luglio e agosto. Sebbene i principali membri del Consiglio direttivo, come il vicepresidente Luis de Guindos, abbiano dichiarato che l’inflazione sarà irregolare nel breve termine e che ciò non dissuaderà la BCE dall’effettuare tagli, sorprese significative al rialzo di questi dati, in particolare sul fronte dei servizi, potrebbero essere sufficienti a giustificare il mantenimento della politica fino al quarto trimestre. Il terzo dato è la pubblicazione dei salari, della produttività e dei profitti aziendali per il secondo trimestre, che rivelerà se le previsioni della BCE sul costo unitario del lavoro siano ancora in linea con le aspettative. Si tratta di un dato fondamentale per le prospettive dell’inflazione dei servizi.

Non perdere le notizie che contano

Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di lamiafinanza
Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

A nostro avviso, la BCE sosterrà il taglio di 25 punti base di giugno con un altro a settembre e continuerà ad allentare su base trimestrale. Non dimentichiamo che, non facendo nulla, la politica monetaria diventa sempre più restrittiva in termini reali, man mano che si compiono progressi sul fronte dell’inflazione. Per quest’anno prevediamo ancora una crescita insufficiente (0,8%) a causa del duplice freno della contrazione della politica monetaria e fiscale, unito agli effetti persistenti della crisi energetica sull’industria manifatturiera. Ci aspettiamo che l’inflazione di fondo chiuda l’anno al 2,6% e raggiunga l’obiettivo del 2% nel secondo trimestre del 2025.

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
LMF PREVIDENZA
Bonus 300 euro agli over 75 con pensione fino a 28mila euro: chi ha diritto e come funziona il buono della manovra 2027
di Caterina Chiarelli • 30 ott
#2
LMF PREVIDENZA
Tredicesima 2026 dei pensionati, si paga martedì 1° dicembre: quanto arriva e chi prende anche il bonus da 154,94 euro
di Caterina Chiarelli • 28 ott
#3
LMF PREVIDENZA
Pensioni, tagli in arrivo per gli assegni medio alti. Dal 2027 stretta sulle rivalutazioni, che cosa cambia
di Carolina Bergamaschi • 28 ott
#4
LMF PREVIDENZA
Pensioni 2027, l’inflazione di ottobre sale al 5,4%: quanto aumenteranno gli assegni da gennaio
di Caterina Chiarelli • 31 ott
#5
LMF PREVIDENZA
Pensione di novembre 2026, si paga lunedì 2: quando arriva in banca e alle Poste e come vedere quanto si prende
di Caterina Chiarelli • 27 ott
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch