Stellantis, niente bonus per i lavoratori in Italia. Scioperi a Mirafiori e Pomigliano

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Costretti a convivere con cassa integrazione e contratti di solidarietà. Sono gli operai italiani di Stellantis reduci da un anno nel quale hanno prodotto “solo” 213.706 auto e 166mila veicoli commerciali. Perdendo reddito. E ora, a causa del bilancio con perdita di 22 miliardi di euro, non riceveranno il premio di risultato che verrà invece erogato ai lavoratori degli stabilimenti sudamericaninord-africani e medio-orientali, cioè tre aree in cui non sono mancati investimenti e volumi di produzione. E dimostra, come denunciano i sindacati, che senza investimenti in Italia la situazione è destinata a deteriorarsi ulteriormente per i dipendenti. Così in due stabilimenti, Pomigliano d’Arco e Mirafiori, sono scattati gli scioperi in alcuni reparti.

Niente dividendi per gli azionisti e bonus per i lavoratori

Alla luce della maxi-perdita da 22 miliardi di euro nel bilancio 2025, zavorrato da 25 miliardi di oneri finanziari legati alla marcia indietro sull’elettrico, Stellantis ha chiuso il 2025 con ricavi netti pari a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al 2024, la società ha annunciato che non ci saranno né dividendi per gli azionisti né bonus per i lavoratori. Ma un problema di non poco conto per i dipendenti colpiti dal taglio per il mancato raggiungimento degli obiettivi. Si salvano gli assunti in Sud America, Nord Africa e Medio Oriente, tre aree che non hanno vissuto un anno nero sotto il profilo della produzione e delle vendite. A pagarne le spese sono gli assunti in tutte le altre aree del mondo, compresa l’Italia.

In sostanza, arriva un doppio colpo per chi ha già dovuto convivere con un taglio del salario legato a un anno di scarso lavoro. In Italia infatti, a settembre, era in cassa integrazione o con contratto di solidarietà oltre il 60% dei dipendenti a causa di un mercato che non premia i modelli prodotti nel nostro Paese. Ora il mancato raggiungimento di vari indicatori nel bilancio, preclude anche l’accesso al bonus legato ai risultati facendo perdere un’altra importante componente del salario annuale.

“A differenza dell’anno scorso l’azienda, nonostante l’esplicita richiesta, non erogherà nessuna forma di una tantum“, afferma la Fiom-cgil. Festeggiano, invece, i dipendenti sudamericani, nordafricani e medio-orientali: “Questo conferma che, laddove l’azienda decida di investire, come sta facendo in Nord Africa, anche i salari delle lavoratrici e dei lavoratori ne traggono beneficio”, rimarca la Fiom secondo la quale “è chiara la volontà” di Exor, azionista di riferimento di Stellantis, di “disimpegno delle attività industriali in Italia”.

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FimUilmFismicUglm e Aqcfr hanno espresso “grande amarezza” per il mancato riconoscimento ai lavoratori della somma e “profonda preoccupazione per il futuro”. I sindacati che hanno firmato la nota unitaria chiedono a Stellantis di “puntare con decisione sui modelli ibridi e di allocarli in tutte le fabbriche italiane” e all’Unione Europea di “adottare i principi di neutralità tecnologica e di libertà di scelta dei consumatori, nonché di abolire immediatamente il famigerato sistema delle multe”.

Scioperi a Pomigliano d’Arco e Mirafiori

Di fronte alla notizia è scattata la mobilitazione negli stabilimenti di Pomigliano d’Arco e Mirafiori. Molte tute blu del reparto montaggio della fabbrica campana hanno incrociato le braccia nel pomeriggio. La protesta stava già montando di prima mattina e alcuni lavoratori si erano dati appuntamento in uno dei reparti per chiedere ai sindacati la proclamazione di uno sciopero, che invece non è stato dichiarato a causa della scarsa adesione delle tute blu. “Non percepiremo il premio – hanno spiegato i lavoratori del primo turno – e con il già misero stipendio che ci ritroviamo a fine mese, non siamo disposti a decurtazioni per scioperi che non portano a nulla”.

La Fiom di Torino ha invece deciso di proclamare uno sciopero con uscita anticipata di 4 ore per la giornata di venerdì: “Basta con la scusa delle leggi europee, basta con le false parole su ‘Torino è centrale’, basta con l’incertezza sul futuro e sulle produzioni. Oggi è arrivato un altro schiaffo alle lavoratrici ai lavoratori del gruppo Stellantis, sia per chi ha sempre lavorato sia per chi ha fatto cassa integrazione, il premio di quest’anno sarà zero”. L’azienda denunciano in un volantino “sbaglia strategie e, mentre ai soci questo ‘errore’ ha portato altissimi dividendi negli anni, noi ne paghiamo il conto. La situazione produttiva degli stabilimenti italiani è una scelta dell’azienda e noi non ci stiamo. Noi non vi crediamo. Adesso basta”.

I risultati di Stellantis, conferma guidance per il 2026

Stellantis ha chiuso il 2025 con ricavi netti pari a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al 2024, per gli effetti negativi dei tassi di cambio e del calo dei prezzi netti nel primo semestre dell’anno e con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro dovuta a 25,4 miliardi di oneri straordinari per l’intero anno, “che riflette principalmente un cambiamento strategico volto a riportare le preferenze dei clienti e la libertà di scelta al centro dei piani dell’azienda”.

La perdita operativa rettificata è di 842 milioni di euro, il flusso di cassa industriale è negativo per 4,5 miliardi di euro.

Stellantis conferma la guidance finanziaria per il 2026 e stima una generazione di cassa positiva nel 2027. L’azienda prevede di migliorare progressivamente i ricavi netti, il margine del risultato operativo rettificato e il free cash flow industriale nel 2026, e di assistere a miglioramenti progressivi dal primo al secondo semestre dell’anno.

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Annachiara De Rubeis

Student Aspiring journalist

Nata in un piccolo centro della Basilicata, ha scelto Milano come tappa decisiva del proprio percorso, costruendo in pochi anni una traiettoria accademica e professionale orientata alla comunicazione e al giornalismo.
Dopo la laurea triennale in Linguaggi dei Media, presso l'Università Cattolica, con un focus sulla scrittura e sulla produzione di contenuti, ha proseguito gli studi con un master in Media Relations e comunicazione d'impresa in corso, consolidando competenze strategiche nella gestione delle relazioni con i media e nella comunicazione d’impresa. Il suo percorso riflette una naturale inclinazione verso il giornalismo e il racconto dei fatti, con l’obiettivo di coniugare rigore, capacità analitica e sensibilità narrativa. Oggi muove i primi passi in un ambito professionale in continua evoluzione, guardando a un futuro costruito su competenza, determinazione e visione.

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