Visti UK per accedere alle università: cosa cambia da giugno e quali rischi per gli studenti italiani
Nuove soglie su iscrizioni, completamento corsi e rischio di non approvazione. Sistema “semaforo” per gli atenei: più controlli e maggiore pressione reputazionale
Da giugno 2026 entrano in vigore nel Regno Unito nuove regole di visa compliance per le università che ospitano studenti internazionali. Le modifiche anticipate e analizzate da Times Higher Education irrigidiscono le soglie su tasso di iscrizione effettiva (enrolment), completamento dei corsi e percentuale di rifiuti dei visti, introducendo inoltre un sistema di classificazione “red-amber-green” per monitorare le performance degli atenei.

Il quadro nasce dopo un periodo turbolento per le immatricolazioni internazionali, in calo in diversi segmenti. Secondo quanto riportato dalla stampa accademica britannica, anche le università che rispettano i nuovi parametri temono effetti reputazionali: un “amber” (giallo) o, peggio, un “red” (rosso) potrebbe scoraggiare candidati e partner internazionali.
Cosa cambia in concreto
Le nuove regole incidono su tre fronti chiave:
- Soglie più stringenti su enrolment e completamento: gli atenei devono dimostrare che una quota elevata di studenti ammessi si iscriva effettivamente e porti a termine il percorso.
- Tassi di rifiuto dei visti sotto controllo: percentuali troppo alte possono penalizzare l’istituzione nel sistema a semaforo.
- Valutazione reputazionale: il rating (rosso-ambra-verde) non è solo tecnico, ma può influenzare percezione e attrattività.
Sono previste misure transitorie nel primo anno, che attenuano l’impatto immediato, ma la direzione è chiara: maggiore responsabilizzazione degli atenei nella gestione dei flussi internazionali.
Impatto sugli studenti italiani
Per gli studenti italiani, tradizionalmente tra i principali gruppi UE nelle università britanniche, le novità non cambiano le regole di base del visto, ma aumentano l’attenzione sulla qualità e completezza delle domande. In un contesto in cui le università devono tenere bassi i tassi di rifiuto, è plausibile una selezione più rigorosa a monte e un supporto documentale più stringente.
Punti critici per gli italiani:
- Prova di fondi sufficienti (tuition + living costs) secondo le soglie UK;
- English proficiency (IELTS o equivalenti) con punteggi coerenti con il corso;
- Coerenza del percorso accademico e credibilità del piano di studi;
- Tempistiche: ritardi o documenti incompleti possono pesare sul tasso di rifiuto dell’ateneo.
Inoltre, la fine della libera circolazione post-Brexit rende imprescindibile il visto anche per soggiorni di studio superiori ai sei mesi.
Come mettersi in regola: consigli operativi
1. Preparare la domanda con largo anticipo
Avviare la procedura appena ricevuta la Confirmation of Acceptance for Studies (CAS). Verificare scadenze, checklist ufficiali e traduzioni certificate.
2. Curare la disponibilità finanziaria
Dimostrare disponibilità dei fondi per l’intero periodo richiesto, rispettando le modalità (conti correnti intestati, periodi minimi di giacenza, documentazione bancaria conforme agli standard UK).
3. Certificare la conoscenza dell’inglese in modo adeguato
Controllare che il test sia accettato dall’ateneo e valido alla data di presentazione. Evitare scadenze ravvicinate.
4. Allineare motivazioni e percorso
Nel personal statement e nei colloqui, spiegare con chiarezza coerenza tra studi precedenti e corso scelto: aiuta l’università a valutare il rischio di non completamento.
5. Mantenere status e presenze
Una volta in UK, rispettare le condizioni del visto (frequenza, comunicazione cambi di indirizzo, eventuale lavoro part-time nei limiti consentiti).
6. Affidarsi agli uffici internazionali
Le università britanniche, sotto pressione per i nuovi target, stanno rafforzando i servizi di supporto. Utilizzarli riduce il rischio di errori formali.
Opportunità e cautela
Nonostante l’inasprimento, il Regno Unito resta una destinazione di eccellenza per l’istruzione superiore. Le misure transitorie nel primo anno dovrebbero attenuare gli effetti più bruschi, ma è probabile un clima di maggiore prudenza.
Per gli studenti italiani la parola chiave è accuratezza: dossier completi, tempistiche rispettate e piena comprensione delle condizioni del visto. In una fase in cui anche la reputazione degli atenei è sotto osservazione, presentarsi preparati non è solo un vantaggio personale, ma contribuisce alla solidità del rapporto tra università britanniche e comunità studentesca italiana.





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