Borse europee in calo: pesa ancora la tensione USA-Iran
Milano chiude in rosso, Francoforte resiste: mercati cauti e nervosi
Giornata poco brillante per le Borse europee, che chiudono tutte in territorio negativo o quasi, con gli investitori ancora frenati dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il clima è quello di chi preferisce non rischiare troppo: pochi movimenti, tanta cautela e qualche presa di profitto. Madrid è la piazza più colpita, mentre Francoforte limita i danni e resta vicino alla parità grazie soprattutto alla buona tenuta di SAP.

A pesare è soprattutto il quadro macro. In Germania, l’indice IFO – uno dei principali indicatori sulla fiducia delle imprese – è sceso più del previsto, toccando i livelli più bassi dal 2020. Non è solo una questione di aspettative: anche la situazione attuale peggiora, segno che gli effetti della crisi in Medio Oriente iniziano a farsi sentire sull’economia reale.
Sul fronte delle banche centrali, si muove invece la Banca di Russia, che ha tagliato i tassi al 14,5%, proseguendo nel percorso di allentamento monetario. Un segnale che arriva però in un contesto globale ancora incerto.
Per quanto riguarda le materie prime, l’oro continua a salire, confermandosi bene rifugio in tempi turbolenti, mentre il petrolio vive una giornata difficile, con un calo netto sotto i 94 dollari al barile. L’euro si rafforza leggermente sul dollaro, mentre lo spread tra BTP e Bund resta sotto controllo, poco sopra i 79 punti base.
A Milano, Piazza Affari chiude in leggero ribasso: il FTSE MIB perde circa lo 0,5%, in linea con gli altri indici italiani, tutti in territorio negativo ma senza scossoni particolari. È una seduta più di attesa che di svolta.
Cosa dice la stampa italiana
I quotidiani economici italiani leggono la giornata con toni simili. Il Sole 24 Ore parla di “mercati in pausa, appesantiti dall’incertezza geopolitica”, sottolineando come gli investitori restino in modalità difensiva. Milano Finanza evidenzia invece il peso del petrolio e dei dati tedeschi, definendo la seduta “debole ma ordinata”, senza vendite di panico.
Non è una giornata di crolli, ma nemmeno di fiducia. I mercati restano sospesi: da un lato sperano in una soluzione del conflitto, dall’altro iniziano a scontare un rallentamento economico più concreto. In questo equilibrio precario, basta poco – una notizia geopolitica o un dato macro – per cambiare direzione.






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