Consap consolida il suo ruolo al servizio della comunità nel segno di legalità, trasparenza ed efficienza

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CONSAP E IL SUO AD, IL PROFESSOR VINCENZO SANASI D’ARPE

Consap è una società al 100% pubblica, controllata dal MEF, che svolge funzioni sensibili e delicate. Dal 2021 la sua gestione è affidata all’Amministratore Delegato Vincenzo Sanasi d’Arpe. Avvocato cassazionista, professore straordinario di Diritto dell’Economia e manager specializzato nella gestione delle crisi e nel risanamento dei grandi gruppi industriali, Sanasi d’Arpe è un convinto studioso e sostenitore dell’intervento dello Stato nell’economia. Già autore di una tesi di laurea intitolata “Il sistema delle Partecipazioni Statali: organizzazione-struttura e funzionamento”, è oggi tra i massimi esperti italiani in materia di amministrazione straordinaria.

1. I risultati del bilancio consuntivo 2025 mostrano una crescita significativa, con un utile in aumento dell’85% e un valore della produzione oltre i 30 milioni di euro, a fronte di un rafforzamento del ruolo sociale e di un contenimento dei costi. Che anno è stato per Consap e quali fattori hanno determinato questi traguardi?

Il 2025 ha rappresentato uno snodo cruciale per Consap. Abbiamo consolidato il nostro ruolo al servizio della comunità nel segno della legalità, della trasparenza e dell’efficienza, in piena coerenza con le direttive del MEF. I numeri confermano questa traiettoria: l’utile si è attestato a 6 milioni di euro (+85%) e il valore della produzione ha superato i 30 milioni di euro (+19%).

Questi risultati non sono casuali, ma il frutto di un percorso strutturato di ottimizzazione dei processi. La vera svolta è stata rimettere al centro la meritocrazia: abbiamo superato le logiche distributive automatiche, legando i riconoscimenti economici ai risultati effettivamente raggiunti. Nonostante un leggero incremento dell’organico, salito da 209 a 214 dipendenti per integrare nuove professionalità, il costo del personale è rimasto invariato grazie a una gestione rigorosa. Parallelamente, l’ampliamento del nostro perimetro di attività ha spinto verso l’alto il reddito operativo. La direzione è chiara: consolidare Consap come presidio istituzionale affidabile, coniugando la nostra vocazione sociale con le migliori pratiche di efficienza aziendale.

2. I dati più recenti indicano che il Fondo Prima Casa ha raggiunto cifre record, incidendo profondamente sui mutui erogati in Italia e sostenendo in larga parte giovani e famiglie numerose. Come interpreta questi numeri e quale modello di intervento pubblico delineano?

I numeri certificano che il Fondo Mutui Prima Casa non è un semplice strumento finanziario, ma un’infrastruttura strategica di inclusione sociale. Al 31 dicembre 2025, abbiamo raggiunto 695.000 richieste e agevolato l’erogazione di oltre 544.000 mutui, generando un controvalore di circa 65 miliardi di euro. Le nostre proiezioni indicano che, nel 2026, la quota di finanziamenti ipotecari garantiti dallo Stato salirà fino a sfiorare il 30% del totale nazionale. Il fatto che la quasi totalità delle garanzie supporti i giovani under 36 e le famiglie numerose testimonia la nostra capacità di intercettare bisogni reali, contrastando attivamente la denatalità. Inoltre, la netta preferenza per il tasso fisso evidenzia il profondo bisogno di stabilità delle famiglie in un contesto macroeconomico complesso. Questo è il paradigma dello “Stato-motore”: un’Istituzione che non si limita a vigilare, ma interviene proattivamente per abilitare il mercato, assorbire il rischio e garantire diritti fondamentali come quello all’abitare.

3. Il Fondo Vittime della Strada gestisce volumi imponenti, con un meccanismo finanziato da un contributo del 2,5% sulle polizze RC Auto. Come riuscite a garantire tempestività nei risarcimenti e, al contempo, un controllo rigoroso contro le frodi?

Parliamo di un Fondo che in trent’anni ha risarcito vittime per circa 9 miliardi di euro. La sua gestione impone un delicato equilibrio: dobbiamo garantire ristori rapidi a chi ne ha diritto, arginando fermamente qualsiasi tentativo di abuso. Per riuscirci, abbiamo implementato un’architettura di controllo avanzata, basata su sistemi di scoring del rischio, analisi territoriali e incroci sistematici con le banche dati pubbliche. Le compagnie assicurative operano in regime di convenzione e sono sottoposte a stringenti indicatori di performance e verifiche a campione; Consap governa i flussi, vigila e autorizza i rimborsi. Essendo alimentato da un contributo del 2,5% a carico degli assicurati, la sostenibilità del Fondo è un dovere civico: contrastare l’”industria del sinistro” significa proteggere i cittadini onesti che pagano regolarmente le polizze.

4. A proposito di sostenibilità, il CdA ha approvato l’avvio di una gara europea da circa 1 miliardo di euro per il recupero dei crediti del Fondo Vittime della Strada. Quali criticità risolve questo nuovo approccio?

In trent’anni di attività del Fondo, rimangono ancora da recuperare quasi 2 miliardi di euro. Si tratta di una sfida complessa, poiché spesso i debitori sono soggetti non assicurati o privi di solidità patrimoniale. Il modello gestionale tradizionale, pur inappuntabile sul piano del rigore formale, non riusciva a estrarre tutto il potenziale di recupero. Per invertire la rotta, abbiamo lanciato nel 2024 un Progetto Pilota che ha garantito percentuali di rientro fino al 15%, un dato nettamente superiore alle medie storiche. Forti di questo successo, la nuova gara europea da 1 miliardo introduce un approccio innovativo: affideremo il servizio a operatori specializzati che saranno remunerati esclusivamente tramite success fee. Sarà un’operazione a costo zero per Consap, pensata per blindare l’equilibrio economico-finanziario del Fondo e, di riflesso, alleggerire la pressione sul sistema RC Auto.

5. Consap è oggi Centrale di Committenza qualificata e Soggetto Attuatore per la ricostruzione post-alluvione 2023. Quali evidenze emergono da questa esperienza sul ruolo operativo dello Stato?

L’esperienza in Emilia-Romagna, Toscana e Marche dimostra in modo lampante che lo Stato, quando equipaggiato con adeguate competenze tecniche, sa essere rapido e incisivo. Come committenza ausiliaria, abbiamo gestito 216 interventi complessi, coordinando oltre 1.000 affidamenti tra progettazione ed esecuzione. Attraverso tavoli tecnici e conferenze di servizi, abbiamo accelerato le procedure autorizzative, affidando celermente servizi di ingegneria e accordi quadro. I progetti esecutivi già consegnati e l’apertura dei cantieri – come i primi 12 avviati nella Provincia di Modena – testimoniano che l’emergenza si può superare con metodo. L’uso di piattaforme digitali, unito a cronoprogrammi vincolanti, ha abbattuto drasticamente i tempi morti e i contenziosi. È un paradigma replicabile che trasforma l’azione amministrativa in una vera e propria “committenza sociale”.

6. Consap ha promosso un profondo cambiamento culturale interno: fine dei premi “a pioggia”, sistemi meritocratici e ottimizzazione dei costi. Che impatto ha avuto tutto questo sulla produttività?

Il rinnovamento organizzativo è figlio di una netta sterzata culturale. Abbiamo ancorato la premialità al reale raggiungimento degli obiettivi, scardinando consuetudini che appiattivano il rendimento. L’effetto è stato dirompente: da un lato abbiamo contratto significativamente specifiche voci di costo del personale – fino al 36% in alcuni comparti – senza operare tagli all’organico; dall’altro abbiamo innescato un forte incremento della produttività e della qualità lavorativa.

Oggi Consap è un polo attrattivo per i giovani talenti, attratti da percorsi di crescita basati sul merito. La revisione dei processi interni e le valutazioni rigorose ci hanno reso una struttura agile, trasparente e radicalmente focalizzata sul delivery delle politiche pubbliche.

7. Torniamo alle radici del suo pensiero accademico: “Il sistema delle Partecipazioni Statali”. Nel 2026, da Amministratore Delegato di Consap, come si è evoluta la sua visione sull’intervento dello Stato nell’economia?

Le recenti crisi sistemiche – sanitarie, geopolitiche ed economico-finanziarie – hanno prepotentemente riportato al centro del dibattito la necessità di un intervento pubblico forte e strutturato. La presenza dello Stato non può limitarsi a “correggere” i fallimenti del mercato; deve assumere il ruolo di vero “stratega” capace di orientare lo sviluppo, tutelare la sicurezza degli investimenti e garantire i bisogni fondamentali della società. Per la prima volta, con l’attuale Governo, osserviamo una decisa presa di coscienza in questa direzione, testimoniata dall’istituzione di cabine di regia strategiche a Palazzo Chigi per una nuova politica industriale. Tuttavia, norme e capitali non bastano: serve una rivoluzione culturale che posizioni il merito e la competenza tecnica come presupposti inderogabili della governance pubblica. In questo scenario, Consap non è un mero esecutore burocratico, ma un agente dinamico che colma i divari del mercato e sostiene la coesione sociale, dimostrando che l’alta amministrazione può trasformare gli indirizzi politici in tangibile benessere per la Nazione.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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