Conto Arancio, torna il 4%. La notizia è vera, ma ci sono dei dettagli…

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La promozione ING riapre, ma con condizioni precise: cosa c’è dietro e cosa dice Altroconsumo

Dopo una breve pausa, la notizia è vera: ING ha effettivamente rilanciato nel 2026 la promozione sul Conto Arancio con un tasso lordo del 4% per 12 mesi, confermando una strategia commerciale ormai ricorrente. Non si tratta quindi di un nuovo prodotto, ma di una riattivazione ciclica dell’offerta, già vista negli anni precedenti.

Secondo comunicazioni ufficiali il tasso è applicato fino a 100.000 euro, senza vincoli di durata (liquidità sempre disponibile) ma solo per nuovi clienti e per un periodo limitato.

immagine tratta da Gianni Russo – Investire per Vivere

Le condizioni: il 4% non è “libero” come sembra

Qui emerge il punto più importante, spesso poco evidente nella comunicazione pubblicitaria. Per ottenere davvero il 4% bisogna aprire sia conto corrente sia conto deposito, accreditare lo stipendio (o almeno 1.000 euro al mese) e mantenere queste condizioni per tutta la durata della promozione. In assenza di questi requisiti, il rendimento scende al cosiddetto “tasso base”, molto più basso. Insomma, il 4% non è un rendimento “puro” da conto deposito, ma un incentivo commerciale legato alla relazione bancaria completa.

Il commento di Altroconsumo: rendimento interessante, ma attenzione ai vincoli

Le analisi di Altroconsumo confermano la sostanza della notizia, ma introducono le cautele cui accennavamo prima. Secondo l’associazione il 4% è reale e competitivo nel mercato dei conti deposito ed è valido per 12 mesi e senza vincoli di immobilizzo, tuttavia è necessario “diventare correntisti e rispettare alcune condizioni operative”.

In un’analisi precedente, Altroconsumo sottolineava anche che esistono due versioni dell’offerta (tasso o cashback) con condizioni diverse: la convenienza dipende dal comportamento del cliente (uso del conto, accredito stipendio, operatività). Il messaggio è chiaro: non è un semplice conto deposito, ma un prodotto ibrido tra risparmio e conto corrente.

Una strategia commerciale consolidata

Il ritorno del 4% non è un caso isolato. Negli ultimi mesi ING ha rilanciato più volte offerte simili:

  • formule “4% + cashback”
  • campagne legate all’accredito dello stipendio
  • promozioni a tempo con scadenze ravvicinate

Questo conferma una tendenza: il conto deposito diventa sempre più uno strumento di acquisizione clienti, non solo di risparmio.

Conviene davvero? Una valutazione realistica

Il giudizio, mettendo insieme dati e osservazioni di Altroconsumo, va equilibrato:

Pro

  • rendimento competitivo rispetto al mercato attuale
  • liquidità immediata (nessun vincolo)
  • soglia elevata (fino a 100.000 euro)

Contro

  • obbligo di aprire un conto corrente
  • vincoli operativi (stipendio o flussi mensili)
  • durata limitata (12 mesi, poi tasso molto più basso)

In altre parole, conviene se stai già pensando di cambiare banca o aprire un conto completo, molto meno se cerchi solo un deposito semplice e senza condizioni.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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