Health & Economy, boom globale dei clinical trial: il mercato accelera tra AI, biotech e nuove geografie della ricerca
Gli studi clinici stanno diventando uno dei settori più strategici dell’economia sanitaria globale. Crescono investimenti, outsourcing e sperimentazioni digitali, mentre Stati Uniti e Cina si contendono la leadership mondiale.
La notizia sul boom del mercato globale dei “clinical trial” trova conferma in numerose analisi di settore e nei principali media economici internazionali. Secondo diverse società di ricerca, il mercato globale delle sperimentazioni cliniche sta vivendo una fase di forte espansione, sostenuta dall’aumento delle malattie croniche, dalla crescita degli investimenti farmaceutici e dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale applicata alla ricerca medica.

Le stime variano a seconda delle metodologie utilizzate, ma il trend è convergente: il mercato globale potrebbe superare i 140-150 miliardi di dollari entro il prossimo decennio, con tassi di crescita annuali tra il 7% e il 9%. A trainare il settore sono soprattutto oncologia, medicina personalizzata, trial decentralizzati e outsourcing verso CRO (Contract Research Organizations), società specializzate nella gestione delle sperimentazioni.
La stampa internazionale
Anche i principali quotidiani e media americani stanno seguendo da vicino questa trasformazione. Il Wall Street Journal ha evidenziato la ripresa degli investimenti biotech e l’aumento delle acquisizioni nel comparto delle sperimentazioni cliniche, sottolineando il ruolo crescente dell’AI nello sviluppo dei farmaci.
Il Washington Post ha invece acceso l’attenzione sull’impatto economico e politico dei finanziamenti pubblici alla ricerca clinica negli Stati Uniti, mostrando come i tagli ai fondi NIH possano rallentare trial e innovazione sanitaria.
Anche Axios ha dedicato ampio spazio alla competizione geopolitica nel settore biotech, riportando che la Cina avrebbe ormai superato gli Stati Uniti per numero di trial clinici registrati nel 2024. Il dato segnala uno spostamento sempre più evidente del baricentro della ricerca verso l’Asia, favorita da costi inferiori, regolamentazioni più snelle e forti investimenti statali.
Parallelamente cresce il peso dell’Europa e dell’India. The Guardian ha raccontato il piano britannico per usare la app del NHS come piattaforma di reclutamento nazionale per trial clinici, con l’obiettivo di attrarre più investimenti farmaceutici nel Regno Unito. L’Economic Times descrive invece l’India come una nuova “spina dorsale” della ricerca clinica globale.
Dietro il boom economico c’è anche una trasformazione strutturale del modello di sperimentazione. Crescono infatti trial virtuali, monitoraggio remoto dei pazienti, analisi predittive e utilizzo dei dati sanitari su larga scala. Una ricerca pubblicata su PMC prevede che entro il 2050 gran parte dei professionisti dei clinical trial avrà competenze da data scientist.
Resta però aperto un nodo cruciale: la distribuzione globale dei benefici. Alcuni studi recenti segnalano forti diseguaglianze geografiche nella partecipazione ai trial clinici, concentrate soprattutto nei Paesi più ricchi e nelle grandi piattaforme biotech. Il rischio, secondo diversi osservatori, è che la corsa globale alla sperimentazione acceleri l’innovazione medica ma aumenti anche squilibri sanitari, dipendenze tecnologiche e concentrazione del potere industriale nelle mani di pochi grandi player farmaceutici e tecnologici.
L’intervento di Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica
HEALTH & ECONOMY, BOOM PER IL MERCATO GLOBALE DEI “CLINICAL TRIAL”: PREVISTI QUASI 60 MILIARDI DI RICAVI ENTRO LA FINE DELL’ANNO CORRENTE (+6% SUL 2025)
A livello prettamente geografico, spicca il Nord America come leader dell’asset, ma, allo stesso tempo, risultano in grande crescita anche Cina, Giappone e l’Europa. Quest’ultima risulta trainata da investimenti mirati ed efficaci utili a promuovere e valorizzare la ricerca. “L’ambito medico-scientifico è in costante cambiamento e, in vista del futuro, mi aspetto numeri ancora più impattanti”, afferma Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica

Parola d’ordine, crescita: non esiste in questo momento un termine più azzeccato per definire il mercato dei “clinical trial”, ovvero dei cosiddetti studi clinici effettuati da professionisti con l’obiettivo di trovare, attraverso la ricerca, nuove ed innovative soluzioni mediche all’avanguardia a supporto di cittadini e, allo stesso tempo, per contrastare le malattie e le patologie più diffuse. Dettagli interessanti in merito giungono da una fonte autorevole quale Fortune Business Insights: nel solo 2025, l’asset di portata globale ha raggiunto quota 55 miliardi di euro e si prevede che, entro la fine dell’anno corrente, la cifra possa sfiorare i 60 miliardi. Ma non è tutto perché, stando al medesimo portale informativo, entro i prossimi 8 anni, il mercato mondiale supererà la soglia dei 100 miliardi con un incremento medio annuale composto pari al 7% nel corso del periodo preso in analisi.
Entrando ancor più nel dettaglio della fonte citata in precedenza, risultano presenti dei dettagli di natura geografica piuttosto interessanti: il Nord America si presenta come leader dell’asset perché, già nel 2025, deteneva quasi il 44% dell’intera quota di mercato. Ma non è il solo ad emergere perché colossi globali come Giappone e Cina stanno scalando posizioni in questa speciale classifica. E all’interno della medesima graduatoria non manca l’Europa, il cui mercato è trainato da investimenti mirati che vengono effettuati con l’obiettivo di promuovere la ricerca scientifica a 360° e, di conseguenza, anche uno dei pilastri della ricerca stessa come quello dei clinical trial.
Restando sulla stessa lunghezza d’onda, e in ottica Vecchio Continente, risaltano organizzazioni lungimiranti che hanno come scopo primario, anzi come mission, proprio quella di creare opportunità valide al fine di valorizzare la ricerca e i ricercatori come, ad esempio, la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB), realtà 100% made in Italy nata per volere di Regione Lombardia nel 2011. “Dal 2015 sosteniamo progetti di ricerca innovativi, interdisciplinari e ad alto impatto attraverso bandi competitivi regionali, nazionali ed europei – afferma Veronica Comi, Direttore Generale di FRRB – Vogliamo contribuire a migliorare la qualità di vita dei cittadini e rafforzare il sistema sanitario lombardo. Quello dei clinical trial è uno dei pilastri fondanti dell’incredibile universo della ricerca scientifica che, come buona parte dei settori operativi, è soggetto a continui cambiamenti dovuti, in particolar modo, all’applicazione delle nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale. In vista del futuro, per facilitare la creazione di nuove soluzioni all’avanguardia, sarà fondamentale rafforzare il dialogo tra ricerca preclinica e applicazione clinica”.
Il mondo della ricerca e dei clinical trial
Fanno seguito alle parole di Veronica Comi, ulteriori spunti legati al mondo della ricerca e dei clinical trial, il cui sviluppo è divenuto persino oggetto di dibattiti, tavole rotonde e appuntamenti formativi come, ad esempio, l’evento congiunto 2nd SIO Europe & 12th International ARTOI Congress, arricchito da diverse sessioni formative sul tema, tra cui quello denominato “Preclinical and Clinical Research: Role and Significance”. Restando sulla stessa lunghezza d’onda, è importante segnalare che, dietro all’organizzazione del Congresso appena citato, c’è un’altra realtà made in Italy del settore, ovvero Fondazione Artoi, un’organizzazione multidisciplinare no-profit dedicata allo studio, alla divulgazione e all’applicazione di trattamenti oncologici incentrati sul paziente attraverso l’uso integrato di più azioni terapeutiche. La Fondazione si distingue per innumerevoli iniziative di spessore in campo clinico tra cui, ad esempio, il progetto “Synchro Levels”, applicato a favore di pazienti con neoplasia gastroenterica e polmonare, e il project “Cell Food”, utilizzato al fine di contrastare patologie polmone-testa/collo.
Ilfuturo dei clinical trial e della medicina personalizzata
Tornando al Congresso, stando agli esperti del settore, i veri protagonisti sono e saranno i trend che caratterizzeranno il futuro dei clinical trial e della medicina personalizzata: dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, fondamentale per accelerare lo sviluppo di farmaci e identificare nuove molecole terapeutiche, all’impiego di strumenti o innovazione all’avanguardia per diagnosticare precocemente masse tumorali attraverso un semplice esame del sangue fino alla crescente importanza del microbiota come elemento chiave nella risposta alle immunoterapie. Ma non è tutto perché, considerando l’ambito preso in analisi, risaltano, e lo faranno sempre più in vista dei prossimi anni, i cosiddetti sistemi “organ-on-chip”, vale a dire modelli biologici avanzati capaci di simulare il comportamento dei tumori e prevedere in modo sempre più accurato l’efficacia delle terapie. E ancora, una grande attenzione viene dedicata al concetto di “whole person care”: entrando più nel dettaglio, si tratta di un approccio integrato che considera il paziente nella sua totalità e che punta a rendere le cure oncologiche sempre più personalizzate, multidisciplinari e orientate al benessere complessivo della persona.




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