Meta, piano di maxi licenziamenti anche in Italia
Meta avvia una nuova ondata di licenziamenti che coinvolge anche l’Italia. Secondo quanto comunicato dall’azienda, circa un terzo dei dipendenti italiani sarà interessato dai tagli: 33 lavoratori su un totale di 116 perderanno il posto. Il provvedimento colpisce in particolare la sede di Milano, dove è concentrata la maggior parte del personale.

La società ha già attivato la procedura di consultazione collettiva prevista dalla normativa italiana, avviando il confronto con sindacati e autorità competenti. L’esito delle trattative determinerà il numero definitivo degli esuberi. Meta ha comunque assicurato il rispetto degli obblighi di legge nel nostro Paese.
Il piano globale
La riduzione del personale si inserisce in una più ampia strategia a livello internazionale. Il gruppo prevede il licenziamento di circa 8mila dipendenti nel mondo, accompagnato dalla ricollocazione di altri 7mila in ruoli legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Un cambiamento che riflette gli investimenti crescenti dell’azienda in questo settore.
Non si tratta della prima ristrutturazione per il colosso guidato da Mark Zuckerberg: nel 2022 erano stati eliminati 11mila posti di lavoro, seguiti da ulteriori 10mila nel 2023. Lo stesso Zuckerberg ha recentemente sottolineato come l’evoluzione tecnologica consenta oggi di ridurre significativamente le dimensioni dei team, passando da decine di persone a gruppi molto più ridotti.
Le modalità dei licenziamenti
A livello globale, le comunicazioni di licenziamento sono state inviate via email. Secondo quanto riportato dal New York Times, i primi a ricevere la notifica sono stati i dipendenti di Singapore, nelle prime ore del 20 maggio, seguiti a catena dalle altre sedi internazionali.
L’Italia rappresenta un’eccezione, grazie all’avvio della procedura formale di consultazione. Le prime indiscrezioni indicano che i tagli riguarderebbero in particolare figure impegnate nella cybersecurity e nell’area “integrity”, ovvero nella moderazione dei contenuti, nel contrasto allo spam e alla disinformazione.
Intanto, i sindacati restano in attesa di un confronto ufficiale con l’azienda per valutare possibili margini di trattativa.




VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green