Bce, accelera l’inflazione. Previsto un rialzo dei tassi l’11 giugno

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La Banca centrale europea si prepara ad alzare i tassi di interesse. Salvo sorprese, nella riunione dell’11 giugno l’Eurotower dovrebbe varare un aumento di 25 punti base, portando il costo del denaro al 2,25%: sarebbe il primo rialzo in quasi tre anni.

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Accelera l’inflazione

A spingere Francoforte verso una stretta è soprattutto la nuova accelerazione dell’inflazione. A maggio i prezzi nell’Eurozona sono saliti del 3,2% su base annua, il livello più alto da settembre 2023, trainati in larga parte dal rincaro dell’energia legato alle tensioni geopolitiche in Iran. Solo i prezzi energetici sono cresciuti del 10,9% rispetto a un anno fa. Si tratta inoltre del terzo mese consecutivo in cui l’inflazione supera l’obiettivo del 2% fissato dalla Bce.

Preoccupa anche l’andamento dell’inflazione core, che esclude energia e alimentari: salita al 2,5%, oltre le attese degli analisti e ai massimi da oltre un anno. Un segnale considerato ancora più rilevante dagli osservatori, perché indica pressioni sui prezzi più diffuse e persistenti.

In questo contesto, cresce il consenso tra gli economisti sulla necessità di un intervento. Secondo diversi analisti, i dati recenti giustificano pienamente un rialzo dei tassi già nella prossima riunione. All’interno della Bce, le posizioni più rigoriste hanno rafforzato questa linea, sottolineando il ruolo del caro petrolio nel riaccendere l’inflazione.

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I mercati danno ormai quasi per certo il ritocco: la probabilità implicita di un aumento al 2,25% sfiora il 95%. Tuttavia, la decisione non è priva di rischi. L’Eurozona si trova infatti a fare i conti con uno scenario vicino alla stagflazione, in cui l’inflazione resta elevata mentre la crescita economica rallenta.

Nonostante ciò, alcuni indicatori continuano a mostrare una certa tenuta: il manifatturiero rallenta ma resta in territorio resiliente, e il mercato del lavoro si mantiene vicino ai livelli migliori. Elementi che, per ora, non sembrano sufficienti a giustificare una pausa nella stretta.

Gli osservatori sottolineano comunque che un aumento di soli 25 punti base non equivale all’avvio di un ciclo aggressivo di rialzi. La Bce si troverebbe ancora in una posizione considerata neutrale, a differenza di altre banche centrali come la Federal Reserve o la Bank of England.

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L’obiettivo immediato resta quello di contenere le aspettative di inflazione, in attesa di maggiore chiarezza sul fronte geopolitico. La linea che dovrebbe emergere dalla riunione dell’11 giugno è dunque improntata alla prudenza: intervenire per tempo, evitando però mosse eccessive che potrebbero frenare ulteriormente l’economia.

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