Bending Spoons punta al Nasdaq: depositata la richiesta alla SEC, ancora da definire i dettagli dell’Ipo

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Bending Spoons avvia il percorso verso la Borsa americana. La società tecnologica italiana ha presentato alla U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) la domanda per la quotazione delle proprie azioni ordinarie sul Nasdaq Global Select Market, con ticker “BSP”. Restano ancora da definire tempistiche, numero di titoli in offerta e fascia di prezzo.

Istituti italiani coinvolti

L’operazione vede il coinvolgimento di numerosi istituti finanziari internazionali e italiani. Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca Akros (Gruppo Banco BPM) figurano tra i joint book-running manager insieme a Wells Fargo Securities, BofA Securities, Jefferies, Evercore ISI, BNP Paribas, Mizuho, Société Générale e Crédit Agricole CIB. Il ruolo di global lead e joint bookrunning manager è invece affidato a Goldman Sachs International, J.P. Morgan e Allen & Company.

Bending Spoons è oggi un conglomerato tecnologico

Fondata a Milano nel 2013, Bending Spoons è oggi un conglomerato tecnologico specializzato nell’acquisizione e nella gestione di prodotti digitali con un approccio di lungo periodo. La società nasce dalle ceneri di Evertale, startup di prodotti finanziari creata da Luca Ferrari, Francesco Patarnello e Matteo Danieli. Ai fondatori si sono successivamente uniti Luca Querella e Tomasz Greber.

Alla base della strategia aziendale resta un modello operativo consolidato: acquisire, trasformare, ottimizzare e reinvestire. Attraverso una piattaforma che integra competenze interne, tecnologie proprietarie e dati, il gruppo ha condotto acquisizioni mantenendo obiettivi di rendimento elevati: circa il 65% con leva finanziaria e il 25% senza leva, per le operazioni completate tra il 2023 e il primo trimestre del 2026. Nello stesso periodo, il capitale investito è cresciuto in modo significativo, passando da 194 milioni di dollari nel 2023 a oltre 2 miliardi nel primo trimestre del 2026, senza variazioni nelle soglie di rendimento dichiarate.

Un ruolo centrale nella crescita è svolto dall’intelligenza artificiale, utilizzata per lo sviluppo dei prodotti, il marketing e la monetizzazione. Secondo i dati forniti dall’azienda, la quota di pull request generate o co-generate dall’IA è passata da meno del 10% nel primo trimestre del 2025 a oltre il 90% nel primo trimestre del 2026, con circa il 70% interamente prodotte dall’IA.

In parallelo, cresce anche la produttività: il fatturato per dipendente a tempo pieno equivalente è salito da 1,12 milioni di dollari nel 2023 a 2,57 milioni nel 2025, attestandosi a 0,97 milioni nel primo trimestre del 2026. Un’evoluzione che la società attribuisce anche all’integrazione sempre più estesa delle tecnologie di intelligenza artificiale.

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