La Bce lascia i tassi invariati. Impatto sui mutui e risparmi
La Banca centrale europea mantiene invariati i tassi di interesse, confermando una fase di pausa dopo l’ultimo rialzo deciso a giugno.

Nel dettaglio, il tasso sui depositi resta al 2,25%, livello che rappresenta la remunerazione riconosciuta alle banche per la liquidità parcheggiata overnight presso l’Eurosistema. Rimane fermo anche il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, il riferimento per il costo del denaro nelle aste ordinarie, stabile al 2,40%. Invariato infine il tasso sui prestiti marginali, fissato al 2,65%, utilizzato dalle banche per ottenere liquidità su base giornaliera a condizioni più onerose.
La decisione, ampiamente attesa dai mercati e dagli analisti, arriva dopo l’aumento di 25 punti base deliberato nella riunione di giugno, quando l’istituto centrale aveva portato i tassi agli attuali livelli nel tentativo di contenere le pressioni inflazionistiche nell’area euro.
I tre tassi di riferimento della Bce svolgono un ruolo chiave nel sistema finanziario
Il tasso sui depositi influenza i rendimenti a brevissimo termine, mentre il tasso di rifinanziamento principale rappresenta il principale strumento di politica monetaria, determinando il costo del credito per le banche. Il tasso sui prestiti marginali, invece, definisce il limite superiore del costo della liquidità nel cosiddetto “corridoio” dei tassi di mercato.
Attraverso questi strumenti, la Bce orienta l’andamento del credito e dei tassi di interesse nell’area euro, con effetti diretti su mutui, prestiti e rendimenti dei depositi. La scelta di mantenere invariati i tassi segnala, al momento, una fase di stabilizzazione della politica monetaria dopo l’intervento restrittivo di inizio estate.





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