Kia Picanto GT-Line: la citycar coreana che si rinnova con più stile, ma resta penalizzata dal cambio (20/30)
La Kia Picanto continua a essere una delle protagoniste più interessanti del segmento delle citycar, e con il recente aggiornamento prova a rafforzare ulteriormente la propria posizione. Il restyling non cambia l’impostazione generale del modello, ma introduce una serie di interventi mirati che puntano a renderla più attuale nel design, più ricca nell’equipaggiamento e più coerente con le richieste del mercato.

La versione GT-Line, in particolare, è quella che interpreta meglio questa filosofia, perché combina un’immagine più sportiva con un allestimento completo e con il motore 1.2 da 79 CV, che rappresenta l’opzione più adatta a chi vuole una Picanto capace di affrontare anche un utilizzo un po’ più ampio rispetto alla semplice città. Il giudizio complessivo, però, non può prescindere da un punto critico molto chiaro: il cambio automatico AMT. È proprio questo elemento a condizionare il carattere dell’auto, perché la base meccanica rimane valida, ma la trasmissione finisce per togliere naturalezza e fluidità a un insieme che, con il manuale, risulta molto più convincente.
Linea (7/10)
Dal punto di vista estetico, la nuova Picanto compie un salto evidente rispetto alla precedente generazione. Il frontale è stato ridisegnato con chiari riferimenti al linguaggio stilistico più recente del marchio, in particolare ai modelli elettrici della casa, e il risultato è una citycar che appare più adulta, più moderna e più determinata. La mascherina è più marcata, le prese d’aria hanno un’impronta più decisa e i gruppi ottici verticali le conferiscono una personalità molto più forte rispetto al passato. La versione GT-Line aggiunge ulteriore presenza grazie a paraurti più sportivi e a cerchi da 16 pollici che riempiono bene i passaruota, rafforzando l’immagine dinamica dell’auto. Anche la parte posteriore è stata trattata con cura, con una firma luminosa che attraversa il portellone e rende il disegno più coerente e contemporaneo. Nel complesso, la Picanto riesce a sembrare una vettura più grande di quanto sia in realtà, e questo è un merito importante in una categoria in cui la personalità visiva conta quasi quanto la praticità.
Le proporzioni restano quelle tipiche di una vera citycar: dimensioni compatte, carreggiata stretta e una coda corta che facilitano l’uso urbano e le manovre quotidiane. La vista tre quarti posteriore, in particolare, è molto riuscita perché restituisce bene la compattezza dell’auto e la sua impronta più matura rispetto alla generazione uscente. Per il capitolo Linea, la valutazione è quindi di 7 su 10.
Motore (6/10)
Sotto il cofano, la Picanto GT-Line adotta il quattro cilindri 1.2 da 79 CV, una scelta che privilegia la regolarità di funzionamento rispetto alla brillantezza assoluta. Rispetto alla precedente generazione la potenza è stata leggermente ridotta, una conseguenza dell’adeguamento alle normative più recenti sulle emissioni, e questo si riflette nelle prestazioni, che non sono certo il punto forte della vettura. L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 16,5 secondi con il cambio automatico, un dato che conferma come l’auto sia pensata più per muoversi con calma e continuità che per inseguire la prestazione pura. La parte meccanica, in sé, non è malvagia: il motore è regolare, sufficientemente elastico per l’uso urbano e capace di accompagnare dignitosamente anche gli spostamenti extraurbani. Tuttavia, il comportamento dell’AMT penalizza in modo netto la percezione complessiva. Le cambiate arrivano con un ritardo percepibile, il taglio di coppia tra una marcia e l’altra è evidente e la sensazione generale è quella di un sistema poco naturale, quasi estraneo all’intenzione del guidatore. È questo l’aspetto che pesa di più nel giudizio, perché la base tecnica potrebbe essere anche discreta, ma viene soffocata da una trasmissione che non aiuta la fluidità. Rispetto alla Picanto con cambio manuale, che abbiamo trovato più riuscita e più autentica nel modo di relazionarsi con il guidatore, questa versione automatica perde qualcosa in spontaneità e in coerenza dinamica. Resta comunque apprezzabile la capacità dell’auto di gestire la propria massa e di offrire una frenata pronta, mentre il telaio e l’assetto, pur con i limiti tipici di una piccola vettura urbana, contribuiscono a mantenere un comportamento sincero. Nel complesso, però, il comparto Motore non va oltre un 6 su 10.
Feeling (7/10)
È nel Feeling che la Picanto torna a convincere con più forza, soprattutto quando si guarda al quadro generale e si immagina la vettura con un cambio manuale. In quella configurazione, infatti, il piccolo modello Kia si è sempre distinto per una guida brillante, precisa e piacevole, con uno sterzo diretto, un’impostazione sincera e una maneggevolezza davvero notevole. La versione automatica, purtroppo, allontana un po’ questa sensazione, perché il sistema AMT spezza il ritmo e impedisce all’auto di esprimersi con la naturale immediatezza che le sarebbe più congeniale. Ciò nonostante, la Picanto resta una delle citycar più convincenti per chi cerca agilità e semplicità d’uso. Il raggio di sterzata molto contenuto la rende estremamente pratica nel traffico e nei parcheggi, mentre la taratura delle sospensioni le consente di mantenere un comportamento sufficientemente vivace anche quando la strada si allarga.
L’abitacolo, aggiornato con il nuovo quadro strumenti digitale e con il display centrale più grande, offre un ambiente moderno e ben organizzato, anche se non particolarmente raffinato nei materiali. I rivestimenti in GT-Line danno un tocco più ricercato, ma restano presenti i consueti plastici rigidi che ricordano chiaramente il posizionamento economico della vettura. L’impressione generale è comunque positiva, soprattutto per la completezza dell’equipaggiamento (sensori, telecamere, navigatore integrato ecc..) e per la facilità con cui la Picanto riesce a mettere a proprio agio chi la guida. Nel quadro d’insieme, il modello conserva un livello di simpatia, praticità e vivacità sufficiente a meritare un 7 su 10 nella voce Feeling.
Sintesi LMF: 22/30
Unendo i tre fattori, la Kia Picanto GT-Line Auto si colloca con un 22 su 30 nel sistema di valutazione L‑M‑F Motori:
Linea (L): 7/10 – design molto più moderno e incisivo rispetto al passato, con proporzioni compatte e una presenza visiva decisamente migliorata;
Motore (M): 6/10 – motore corretto nell’impostazione, ma penalizzato in modo evidente dal funzionamento poco naturale del cambio AMT;
Feeling (F): 8/10 – agile, pratica e piacevole da usare in città, ma meno convincente della versione manuale sul piano del coinvolgimento;
In definitiva, la Picanto GT-Line resta una piccola citycar ben riuscita nel design e completa nell’equipaggiamento, ma la trasmissione automatica finisce per limitarne in parte il potenziale. Con il manuale, il quadro cambierebbe in meglio; così com’è, rimane comunque una proposta interessante, soprattutto per chi cerca stile e praticità in formato compatto.





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