Downing Street, Starmer si dimette. Gli scandali ed errori che lo hanno indebolito. Burnham si candida
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato le proprie dimissioni con un discorso pronunciato a Downing Street, dichiarando l’intenzione di garantire una transizione ordinata del potere. Starmer ha già informato re Carlo III della decisione e ha chiesto al Comitato esecutivo nazionale del Partito Laburista di definire il calendario per l’elezione del nuovo leader.

Scandali ed errori
La sua uscita arriva al termine di mesi di crescente pressione interna, dovuta a una serie di scandali ed errori che avevano progressivamente indebolito la sua leadership e ridotto il consenso del partito. Determinante è stata la recente vittoria di Andy Burnham in un’elezione suppletiva per un seggio parlamentare, che ha consentito al sindaco di Manchester di tornare alla Camera dei Comuni, requisito necessario per poter aspirare alla guida del governo.
Nel suo intervento, Starmer ha affermato di accettare “con serenità” la decisione, sottolineando come il dibattito interno si sia ormai spostato sulla sua capacità di guidare il partito verso le prossime elezioni generali. “Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare e la accetto”, ha dichiarato, ribadendo di aver sempre agito nell’interesse del Paese.
Burnham potrebbe assumere l’incarico già a metà luglio
Il premier uscente ha inoltre indicato le tempistiche della successione: le candidature si apriranno il 9 luglio e il processo dovrebbe concludersi entro la pausa estiva. In assenza di altri candidati, Burnham potrebbe assumere l’incarico già a metà luglio; in caso contrario, il nuovo leader sarà nominato entro la fine di agosto. Starmer resterà in carica fino al termine della procedura.
La parte finale del discorso è stata particolarmente intensa, con il primo ministro visibilmente commosso. Ha assicurato il proprio “pieno e incondizionato sostegno” al successore, sostenendo di lasciare “una Gran Bretagna più forte e giusta”. Ha quindi ringraziato collaboratori, funzionari pubblici e colleghi di partito, concludendo con un riferimento alla propria famiglia, alla quale ha detto di voler dedicare più tempo una volta lasciato l’incarico.





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