Falso cibo made in Italy, Coldiretti: danni per 42 miliardi alla filiera agroalimentare
L’Italian Sounding si conferma tra le principali minacce per il Made in Italy agroalimentare, con un impatto economico complessivo stimato in 42 miliardi di euro. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti, che quantifica in circa 40 miliardi il valore dei prodotti falsamente italiani realizzati negli Stati Uniti e in ulteriori 2 miliardi i danni legati all’applicazione della normativa sull’“ultima trasformazione sostanziale” prevista dal codice doganale.

Lo studio è stato presentato a New York, in occasione dell’apertura del Summer Fancy Food, dove Coldiretti ha allestito uno spazio espositivo dedicato alla denuncia delle contraffazioni e alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane.
Danno economico e rischio per i consumatori
Secondo l’organizzazione, il fenomeno non rappresenta solo un danno economico per produttori e filiera, ma costituisce anche un rischio per i consumatori, spesso indotti ad acquistare prodotti che evocano l’Italia senza rispettarne gli standard qualitativi.
All’interno del Coldiretti Theatre è stata allestita una mostra che mette a confronto prodotti apertamente contraffatti — come il Parmesan o le imitazioni della mozzarella — e forme più sottili di Italian Sounding consentite dall’attuale normativa europea sull’origine.
Accanto alla denuncia, spazio anche alla promozione del vero Made in Italy con il messaggio “I campioni del cibo sano”, che richiama il valore della Dieta Mediterranea e degli alimenti naturali in contrapposizione alla crescente diffusione dei prodotti ultra-processati.
Le distorsioni del codice doganale
Tra i casi segnalati da Coldiretti figurano cosce di suino provenienti da Germania e Olanda trasformate in prosciutti italiani dopo la sola salatura, concentrato di pomodoro cinese diluito e venduto come passata italiana, olive tunisine utilizzate per produrre olio extravergine etichettato come italiano e latte tedesco o polacco impiegato per mozzarella confezionata con il tricolore.
Secondo Coldiretti, questi meccanismi alterano la concorrenza, penalizzano gli agricoltori italiani e generano confusione nei consumatori.
Negli Stati Uniti boom dei prodotti “Italian style”
Parallelamente, continua a crescere negli Stati Uniti il mercato dei prodotti “Italian style”, che secondo Coldiretti raggiunge un valore di circa 40 miliardi di euro.
Dati dell’Usda indicano una produzione annuale di circa 222 milioni di chili di Parmesan, 170 milioni di Provolone, 23 milioni di Pecorino Romano e quasi 40 milioni di altri formaggi ispirati alla tradizione italiana, oltre a più di 2 miliardi di chili di mozzarella.
Nel complesso, la produzione di formaggi “Italian style” sfiora i 2,7 miliardi di chili, concentrata per circa il 90% negli Stati del Wisconsin, della California e di New York.
Non solo formaggi: coinvolti anche salumi e vino
Il fenomeno riguarda anche altri simboli del Made in Italy. Negli Stati Uniti vengono commercializzate imitazioni di Prosciutto di Parma, San Daniele, Mortadella Bologna e Salame Milano. Nel comparto vitivinicolo si diffondono inoltre kit e preparati che consentono di riprodurre artificialmente alcune delle più note denominazioni italiane attraverso l’uso di polveri e aromi.
Per Coldiretti è dunque necessario rafforzare i sistemi di tutela dell’origine e garantire ai consumatori strumenti più chiari per distinguere i prodotti autentici dalle imitazioni.





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