Il cantiere di via Zecca Vecchia a Milano ancora protagonista: nuova costruzione o ristrutturazione?
« Tutto chiaro? Mica tanto ».
“Questo era l’incipit di un articolo degli scorsi giorni, relativo all’annullamento del sequestro di via Zecca Vecchia. Aveva proprio ragione…” Così commenta oggi con noi al telefono l’avv. Andrea Soliani a proposito del dissequestro del cantiere di via Zecca Vecchia a Milano, di cui abbiamo parlato diffusamente il 9 giugno scorso, deciso dal Tribunale del Riesame di Milano (qui il link) sulla base del ricorso della società immobiliare coinvolta.

La decisione del Tribunale del Riesame di Milano di annullare il sequestro dell’area di via Zecca Vecchia rappresenta un nuovo tassello nel complesso filone di indagini sull’urbanistica milanese, che negli ultimi mesi è stato ampiamente seguito da quotidiani come Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, la Repubblica e Il Giornale. Tutte le testate hanno evidenziato come le inchieste abbiano riportato al centro del dibattito il confine, spesso sottile, tra valutazioni amministrative e ipotesi di rilevanza penale in materia edilizia.
Secondo quanto emerge dall’ordinanza del Riesame, il Tribunale ipotizza che la richiesta del permesso di costruire sarebbe illegittima in quanto l’intervento non avrebbe potuto essere ricondotto alla categoria della ristrutturazione edilizia.
La ricostruzione dell’Immobiliare Ca.Thorr
Tale ricostruzione, tuttavia, non coincide con quella sostenuta da Ca.Thorr. La società evidenzia infatti di non aver mai qualificato l’intervento come ristrutturazione edilizia, bensì come nuova costruzione inserita all’interno di un intervento di ristrutturazione urbanistica, due fattispecie che, sotto il profilo amministrativo, sono disciplinate in modo distinto dal Testo Unico dell’Edilizia.
A sostegno di questa impostazione viene richiamata anche la convenzione urbanistica sottoscritta con il Comune di Milano che, all’articolo 4 dedicato all’oggetto della convenzione, definisce espressamente l’intervento come una nuova costruzione nell’ambito di una ristrutturazione urbanistica.
Un equivoco di natura fattuale
Il provvedimento del Riesame conterrebbe quindi un equivoco di natura fattuale nella ricostruzione del titolo edilizio richiesto, secondo quanto confermato a noi dall’avv. Andrea Soliani, che segue la vicenda per conto di Ca.Thorr. Anzi, “dal canto mio continuo a restare convinto del fatto che alla fine, con una analisi serena ed obiettiva della vicenda, si chiarirà come nessun reato è ipotizzabile” aggiunge l’avv. Soliani.
Questo aspetto, pur non avendo impedito il dissequestro dell’area, contribuirebbe a spiegare la complessità tecnica delle valutazioni che stanno caratterizzando le numerose indagini urbanistiche aperte a Milano. Negli ultimi mesi diversi osservatori hanno infatti sottolineato come molte delle contestazioni riguardino l’interpretazione di norme urbanistiche e amministrative particolarmente articolate, più che condotte caratterizzate da un’evidente illiceità.
Un passaggio da inserire in un contesto più ampio
Il dissequestro disposto dal Tribunale consente nel frattempo la restituzione dell’area, pur lasciando impregiudicato il prosieguo degli accertamenti. Si tratta di un passaggio che si inserisce in un contesto più ampio, nel quale le decisioni dei giudici stanno progressivamente delineando il perimetro giuridico delle contestazioni mosse agli operatori del settore.
Resta infine invariata la posizione di Ca.Thorr, che continua a sostenere la piena legittimità del proprio operato. La società ricorda di aver acquistato all’asta dal Comune di Milano i lotti interessati circa dieci anni fa e di aver, da allora, intrapreso il percorso autorizzativo in piena trasparenza e buona fede, con l’obiettivo di ottenere regolari permessi di costruire nel rispetto della normativa vigente. Secondo la società, una ricostruzione serena e completa dei fatti porterà a escludere la sussistenza delle ipotesi di reato contestate.





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