La Bce alza i tassi di 25 punti base: prima stretta dal 2023. Inflazione rivista al rialzo, crescita frenata

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La Banca centrale europea torna a stringere la politica monetaria e aumenta i tassi di interesse di 25 punti base. Il tasso sui depositi sale così dal 2% al 2,25%, segnando la prima stretta da settembre 2023, una decisione attesa dai mercati dopo le tensioni energetiche legate alla guerra in Iran.

Contestualmente, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali passa dal 2,15% al 2,40%, mentre quello sui prestiti marginali sale dal 2,40% al 2,65%. Le nuove condizioni entreranno in vigore dal 17 giugno 2026.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Obiettivo: riportare l’inflazione al 2% nel medio termine

Nel comunicato ufficiale, il Consiglio direttivo sottolinea che la decisione è coerente con l’obiettivo di riportare l’inflazione al 2% nel medio termine. Il conflitto in Medio Oriente, infatti, sta alimentando nuove pressioni sui prezzi, rendendo necessario un intervento restrittivo.

Le nuove proiezioni dell’Eurosistema indicano un’inflazione media al 3% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028. In aumento anche l’inflazione di fondo, prevista al 2,5% nel 2026 e nel 2027. Le stime sono state riviste al rialzo rispetto a marzo, soprattutto per effetto del rincaro dell’energia.

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Sul fronte crescita peggiorano le prospettive

Sul fronte della crescita, invece, le prospettive peggiorano: il Pil dell’area euro è atteso in aumento dello 0,8% nel 2026, dell’1,2% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028. Si tratta di una revisione al ribasso dovuta all’impatto della guerra sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sulla fiducia.

La Bce avverte che le prospettive restano altamente incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita. Molto dipenderà dall’evoluzione dello shock energetico e dai suoi effetti indiretti sull’economia.

Guardando avanti, Francoforte ribadisce un approccio prudente e guidato dai dati: le future decisioni sui tassi verranno prese di volta in volta, sulla base delle prospettive di inflazione, della dinamica dei prezzi di fondo e dell’efficacia della trasmissione della politica monetaria, senza vincoli su un percorso prestabilito.

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