La Milano del cuore: Spirit de Milan. Anche la Bovisa sta scomparendo
Riportiamo con molta tristezza quanto pubblicato su Instagram bovjjsa da Marco Merati —
Milano in pochi anni ha smantellato tutto ciò che teneva insieme le persone: teatri, locali storici, spazi culturali, centri sociali, sale da concerto. Spirit de Milan oggi, ieri il Leoncavallo, Le Scimmie, il Capolinea, il Ciak, il Rolling Stone, lo Smeraldo, la Casa 139, la Salumeria della Musica. Le Trottoir, la Blues House…una lista che sembra un necrologio.

Situazioni molto diverse, magari paragoni azzardati per contesti e significati, ma la storia è sempre la stessa: chiusure, sgomberi, progetti immobiliari. E ogni volta si perde un pezzo di città, un pezzo di identità, un pezzo di comunità. Al loro posto arrivano appartamenti di lusso, centri commerciali, vetrine scintillanti, pizzerie gourmet.
Dall’inclusività alla lotta al povero
Milano non protegge più i luoghi dove la gente si incontra: li espelle. Espelle tutto ciò che non produce profitto immediato. Espelle librerie, cinema, locali, cultura popolare. Spazi che hanno prodotto musica, teatro, arte, dibattiti, politica, socialità, che hanno dato voce a chi non ne aveva. Oggi Milano è una città costruita per chi può permettersela. Una città preparata per essere comprata, rivenduta, instagrammata da orde di imbecilli, rifatta da fondi speculativi. Una città che ha scambiato la comunità con la rendita, la socialità con il consumo. Si è passati dall’inclusività alla lotta al povero. È soprattutto questo, per una città con la storia di Milano, che fa male.. E ogni volta resta un vuoto: un luogo in meno dove riconoscersi.
Non stanno chiudendo dei locali. Stanno chiudendo un’idea di città. Una città aperta, popolare, mescolata, accessibile. Una città viva. Ora resta una Milano per pochi. Una Milano che ha perso il senso della comunità e ha scelto il profitto come unica legge.
Milano si conferma capitale della finanza, che poi sono quelli che rubano senza toccare nulla: rubano l’aria, rubano il tempo, rubano la possibilità di stare insieme, rubano la città trasformandola in una vetrina. Rubano la comunità trasformandola in rendita. Rubano la memoria trasformandola in un progetto immobiliare. Dal Leoncavallo a Blackstone: il cerchio è chiuso.
@spiritdemilan





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