Terremoto in Venezuela, gli smartphone hanno anticipato le scosse. Come funziona l’alert di Google

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Non sirene né comunicazioni ufficiali, ma notifiche sui telefoni cellulari. Durante il violento terremoto che ha colpito il Venezuela il 25 giugno, molti cittadini sono riusciti a mettersi in salvo grazie agli alert ricevuti sui propri smartphone Android, capaci di segnalare il pericolo con secondi — e in alcuni casi minuti — di anticipo.

L’alert di Google che ha salvato vite umane

Il Paese sudamericano, pur non disponendo di un sistema nazionale di allerta sismica, ha beneficiato dell’applicazione Android Earthquake Alerts, sviluppata da Google, che invia notifiche automatiche agli utenti in caso di attività sismica imminente. Secondo lo US Geological Survey, sistemi di allerta precoce — noti come EEW — sono già operativi in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Messico, Giappone, Turchia, Romania, Cina, Italia e Taiwan.

Le scosse registrate il 25 giugno sono state tra le più intense dell’ultimo secolo in Venezuela: due eventi consecutivi di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il territorio, generando paura ma anche mettendo in evidenza l’importanza della tecnologia nella gestione delle emergenze.

Come funziona il sistema

Il meccanismo alla base degli alert si fonda sul crowdsourcing: i sensori presenti nei telefoni cellulari rilevano le vibrazioni del terreno e inviano i dati a un sistema centrale, che li elabora per identificare possibili terremoti e trasmettere avvisi agli altri dispositivi nella zona interessata.

Dal suo lancio nel 2020, il servizio ha registrato una crescita significativa. Se inizialmente raggiungeva circa 250 milioni di persone, oggi supera i 2,5 miliardi di utenti. Secondo Richard Allen, direttore del Laboratorio di Sismologia di Berkeley, il sistema rileva circa 60 terremoti al mese e invia notifiche a una media di 18 milioni di telefoni.

L’episodio riaccende il dibattito sull’importanza dei sistemi di allerta precoce e sulla necessità di investire in prevenzione, soprattutto in aree ad alto rischio sismico.

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