Mfe accelera sul digitale, la strategia: piattaforma unica europea con un bacino di 200 milioni di utenti
Mfe-MediaForEurope accelera sul digitale e prepara il lancio di una piattaforma unica europea, con un bacino potenziale di circa 200 milioni di utenti nei sei Paesi in cui il gruppo è presente: Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Austria e Svizzera.

L’annuncio è arrivato dal chairman e group CEO Pier Silvio Berlusconi nel corso di un incontro con la stampa negli studi televisivi di Mediaset. Il debutto è previsto per gennaio: “Partiremo con la piattaforma unica. Il front end sarà quello italiano di Infinity, mentre la tecnologia sarà quella tedesca di Joyn”, ha spiegato.
La nuova strategia del gruppo
Il progetto rappresenta uno dei pilastri della nuova strategia del gruppo, recentemente ridefinita. “È una colonna portante del nostro piano”, ha sottolineato Berlusconi, evidenziando obiettivi “semplici e chiari”, fondati innanzitutto sulla centralità della televisione tradizionale.
Accanto a questo, il gruppo punta a rafforzare gli investimenti nei contenuti, “con coraggio e in controtendenza”, e a sviluppare un’offerta sempre più integrata tra i diversi media.
La strategia si articola in quattro direttrici principali: integrazione e sinergie tra i mercati; una nuova spinta editoriale per rinnovare il prodotto televisivo; lo sviluppo di contenuti realmente crossmediali; e la creazione di un’unica piattaforma digitale europea.
Rai Way ed Ei Towers, “opportunità persa per il Paese”
La mancata integrazione tra Rai Way ed Ei Towers ‘e’ stata una grande opportunita’ persa per il Paese’. A dirlo e’ Pier Silvio Berlusconi, group ceo di Mfe-MediaForEurope, durante un incontro con la stampa negli studi Mediaset.
‘Rimaniamo l’unico paese in Europa che non ha una piattaforma di distribuzione unica’, aggiunge Berlusconi, convinto che l’operazione ‘era conveniente per tutti’, innanzi tutto ‘per il sistema paese’, visto che ‘potevamo fare una cosa italiana, per la prima volta’. Invece, ‘staremo ad aspettare l’ennesima azienda straniera infrastrutturale che si porta via un pezzo di italia’. Inoltre, e’ ‘un’occasione persa per gli azionisti, che avevano una sicura creazione di valore e distribuzione dei dividendi. Occasione anche persa per la Rai’. ‘Noi ci abbiamo provato prima con un’opa, e ci ha stoppato la politica. Adesso, ci hanno stoppato le richieste di Rai Way e del suo management’, ricorda il ceo di Mfe, azionista di Ei Towers, con una quota del 40%, insieme a F2i che detiene il 60% della societa’ delle torri. ‘Evidentemente noi guardiamo a lungo termine allo sviluppo della creazione di valore mentre da qualche altra parte c’e’ piu’ attenzione ai numeri a breve termine’, incalza Berlusconi. Adesso, ‘stiamo valutando tutte le alternative possibili, ma e’ presto per parlarne. Ce ne sono varie possibilita’: la prima e’ la crescita organica, quindi, rimetteremo la testa sul lavoro di sviluppo e sugli investimenti tecnologici. Sono sicuro – chiosa – che un’azienda che ha ottimi ritorni potra’ ancora migliorare’.
Villa Certosa, “mio padre aveva delle idee e futuro proprietario è coerente”
‘Mio padre aveva delle idee per far vivere in futuro villa Certosa. Non possiamo averne la certezza ma il nuovo acquirente, il futuro proprietario, nell’approcciare la cosa ci ha anche raccontato una storia che e’ coerente con cio’ che mio padre voleva’. Lo ha detto Pier Silvio Berlusconi, secondogenito del fondatore di Forza Italia, in merito alla vendita della storica dimora di famiglia in Sardegna allo sceicco del Qatar Hamad bin Jassim Al Thani. ‘Noi non la usiamo mai’, aggiunge Berlusconi durante la serata con la stampa negli studi Mediaset di Cologno. ‘Come e’ successo per il Monza, esempio che c’entra poco ma che viene naturale, oltre alla decisione di vendere abbiamo provato a fare in modo che la storia di Villa Certosa fosse coerente con le idee di nostro padre ma ovviamente non possiamo averne nessuna garanzia’.





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